14 settembre 2020

La lunga rotta

Davanti al porto di San Benedetto del Tronto i ragazzini si allenano a portare i loro optimist, piccole barche a vela in vetroresina. Procedono in ordine sparso, un po’ beccheggiando, un po’ tenendo la rotta verso la boa che dovranno oltrepassare prima di tornare indietro.

 

Oggi la cronometro finale è una regata in solitaria in un percorso liscio come il mare di quest’inizio autunno.

 

Le uniche asperità altimetriche sono i quattordici dissuasori che i corridori troveranno sul lungomare, piccoli cavalloni ad increspare i due rettilinei di cinque chilometri che costituiscono il campo di gara.

 

Partenza in viale Tamerici, giù dritti fino a doppiare Porto d’Ascoli e ritorno, con l’arrivo posto alla fine di viale Buozzi.

 

Nel frattempo i ragazzini hanno superato incolumi la boa di metà percorso, e, sempre in ordine sparso, tornano in rada.

Forse qualcuno di loro sogna di diventare come Bernard Moitessier, ma probabilmente la maggior parte di loro non l’ha mai sentito nominare.

 

Moitessier fu un grande navigatore francese, che nell’agosto del 1968 partecipò alla prima regata attorno al mondo in solitaria e senza scalo.

 

Si trattava di partire da un qualsiasi porto inglese e di tornarvi, dopo aver passato i tre capi: Buona Speranza, Capo Leeuwin e Capo Horn.

 

Dopo qualche mese Moitessier era al comando della gara, aveva superato tutti gli avversari e i pericoli dei mari del Sud, non gli restava che risalire verso l’Europa, infilarsi in un qualsiasi porto d’Inghilterra e incassare le 5000 sterline di premio.

 

Ma lì si accorse di non essere partito per vincere una competizione sportiva, lui era partito perché amava navigare.

Perciò con grande stupore del mondo interno abbandonò la gara, rinunciò alle 5000 sterline e continuò il suo viaggio solitario, che terminò a Tahiti dopo dieci mesi e quasi settantamila chilometri.

 

Raccontò la storia di quest’impresa nel suo libro più famoso, “La lunga rotta”, uno dei classici di mare più letti e amati al mondo.

 

 

Oggi a San Benedetto del Tronto finisce la Tirreno-Adriatico, e basteranno questi dieci chilometri per decretare chi sarà il re dei due mari.

 

Ma tra meno di venti giorni con la cronometro di Palermo inizia il Giro d’Italia – un’altra regata in solitaria , un altro mare, un’altra storia.

 

La lunga rotta del ciclismo non finisce mai.

 

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