TAPPA 1

TAPPA 2

TAPPA 3

TAPPA 4

TAPPA 5

TAPPA 6

TAPPA 7

INFO TECNICHE

PERCORSO

Cronometro a squadre composta da una due settori praticamente rettilinei che si corrono sulle due carreggiate della medesima strada intervallati da un “giro di boa” dal percorso rettangolare attorno a un isolato. Percorso rettilineo per 9.5 km fino alla svolta di Forte dei Marmi, anello rettangolare con 3 curve a sinistra e reinserimento nel lungomare dove viene rilevato il tempo intermedio al km 10.7. Restano 11 km sul lungomare di Forte dei Marmi per ritornare al Lido di Camaiore.

ULTIMI KM

Gli ultimi 5 chilometri sono pianeggianti in direzione sud costituiti da un lungo rettilineo che ai 1200 m dall’arrivo presenta una S destra-sinistra con carreggiata ristretta che immette sul rettilineo finale di 1 km. Arrivo su asfalto larghezza 6.5 m.

INFO TURISTICHE

Camaiore si trova nel cuore della Versilia e si caratterizza per la varietà dei paesaggi: dalle vette delle Apuane, alle colline costellate da borghi, fino alle spiagge di Lido di Camaiore. Vitale sin dall’epoca preistorica e densa di testimonianze, la città oggi è divenuta meta turistica anche grazie alle tradizioni, come i tappeti di segatura e la luminara di Gesù morto, e le manifestazioni quali il Festival Gaber, È la via dell’orto e la Festa Pic che raccontano la sua vocazione all’enogastronomia. Ha ospitato 65 edizioni del Gp Camaiore, gara che nel suo albo d’oro può vantare i più grandi campioni delle due ruote. Attraversata dalla via Francigena è la tappa XXVII del cammino di Sigerico.

Cucina

Scarpaccia: è una torta salata tradizionalmente preparata con zucchine, farina, sale, pepe e cipolla.
Torta di Pepe o “co’ pizzi”: è una torta salata a base di riso, bietola, pane casalingo, uova, pepe, prezzemolo e formaggio pecorino. Cotto l’impasto, si stende su una sfoglia fatta con farina, acqua, sale, olio e burro.
Tordelli: è un piatto salato con pasta (simile al raviolo) ripiena di carne di manzo e maiale macinata, bietola lessa, parmigiano, uova e mollica di pane. Il tutto viene condito con ragù.
Norcineria camaiorese: storica la presenza di norcini provenienti dalla frazione di Gombitelli, isola linguistica che ha ospitato una popolazione longobarda già dal medioevo. Prodotti tipici sono la mortadella di maiale anche detta sbriciolona (dal gusto dolce e delicato, realizzata con lombo spalla, coppa e pancetta di maiale, a cui si aggiungono aromi e spezie, sale, pepe, semi di finocchio, cannella e chiodi di garofano) il lardo e il biroldo (insaccato di carne di maiale realizzato con le parti considerate meno nobili come testa, polmoni, cuore, lingua e talvolta frattaglie, il tutto amalgamato con sangue di maiale).

LUOGHI D’INTERESSE

Badia di San Pietro: complesso monumentale situato nelle vicinanze del centro storico. I primi documenti che la citano risalgono al tempo della dominazione longobarda. Agli inizi del XII secolo la Badia raggiunge il suo massimo splendore come abbazia benedettina.
Pieve di Santo Stefano: la presenza della pieve è documentata dal IX secolo e sorge in zona collinare sotto il monte Prana lungo la via Francigena. Di architettura romanica-lucchese, all’interno ospita un un sarcofago marmoreo di origine romana risalente al II secolo d.c..
Collegiata di Santa Maria Assunta: situata al centro dell’impianto urbano antico della città, la chiesa fu fondata nel 1278 in seguito all’ampliamento del borgo rurale. Tra il 1350 e il 1365 venne costruita l’imponente torre campanaria. Ospita tele del Marracci.
Teatro dell’Olivo: teatro all’italiana di origine seicentesca, restaurato nei primi anni Duemila,  sorge nel luogo che un tempo ospitava un tiratoio della lana. Ospita una apprezzata stagione teatrale.
Villa Borbone delle Pianore: posta nella frazione di Capezzano Pianore, qui nacque Zita di Borbone, ultima imperatrice d’Austria. La villa è al centro di un pittoresco parco opera dell’architetto paesaggista Deschamps.
Civico Museo Archeologico: posto in Piazza Francigena, è stato oggetto nel corso di questi anni di un lungo lavoro di ristrutturazione, adeguamento funzionale e allestimento allo scopo di rendere visibili e di valorizzare le numerose testimonianze archeologiche e storiche di questo territorio che documentano una continuità insediativa dalla Preistoria, al Medioevo fino all’età protoindustriale.
Museo d’Arte Sacra: istituito nel 1936 nella sede della Confraternita del Santissimo Sacramento, di San Michele e San Vincenzo, edificio del XVII secolo, nasce come luogo di raccolta e deposito di arredi, dipinti, paramenti, suppellettili sacri dal XIV al XVI secolo. Spiccano una Vergine annunciata policroma in legno di Matteo Civitali, la trecentesca Madonna col Bambino, pure in legno policromo, e un arazzo fiammingo con Scene della Passione (1615) eseguito su cartone di Pieter Pannemaker o Giusto di Gand.

STORIA

Il nome trae origine dal latino Campus maior “Campo maggiore”, poi trasformatosi in Campomaiore e quindi nell’attuale Camaiore. I suoi abitanti si chiamano camaioresi. La sua storia inizia già in epoca preistorica come rivelano i siti archeologici di grotta all’Onda e Candalla. Abitata dalla popolazione dei liguri apuani, successivamente soggiogata dai romani, nel medioevo fu importante tappa di sosta lungo la via Francigena. Del vecchio castello presenta ancora parte delle mura e la pianta urbana, ordinata in maniera simmetrica e scandita da vie e contrade secondo il disegno delle Terre nuove di epoca Trecentesca. Elevata a rango di città nel 1836 da Carlo Lodovico di Borbone, ospita numerose testimonianza della presenza dei nobili come Villa Le Pianore ove nacque Zita di Borbone, ultima imperatrice d’Austria.