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Tappa

5

Venerdì 13
Marzo 2026

184 km
Dislivello 3900 mt

Tudor Partenza tra

G ::

Marotta-Mondolfo -

Mombaroccio

altimetria

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info tecniche

Tappa molto mossa costellata di numerose salite più o meno impegnative. Se ne contano almeno dieci e alcune sono catalogate come GPM. Da Marotta si attraversa Mondolfo e in successione si scalano le salite attorno al Fiume Metauro tra cui Villa del Monte e Monterolo per arrivare a scalare il Monte delle Cesane con i suoi primi km attorno al 15%. Passaggio da Saltara e da Cartoceto per raggiugere Mombaroccio e entrare nel circuito finale di 21.6 km da ripetere due volte. Circuito con diversi saliscendi intermedi e la salita molto dura del Santuario del Beato Sante. Ultimo scollinamento a 1500 m dall’arrivo. Ultimo strappo di 300m fino all’arrivo.
 
Ultimi km
Ultimi chilometri in parte in discesa e poi in salita (attorno al 7%) dai circa 500 m all’arrivo su fondo asfaltato.

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info turistiche

Città di:

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Marotta-Mondolfo

Panoramica

In provincia di Pesaro e Urbino, il comune unisce la località costiera di Marotta, nota per le spiagge e la tradizione marinara, al borgo collinare di Mondolfo, di origine medievale. Mondolfo conserva un centro storico fortificato con mura e porte antiche, mentre Marotta rappresenta l’anima turistica e balneare del territorio.

Gastronomia

1) “Tajulin sa la fava alla mondolfese” – Piatto tipico della Regione Marche

tajulin sa la fava” nascono nel popoloso quartiere di San Sebastiano grazie al lavoro di instancabili volontari che hanno voluto recuperare la tradizione di un piatto povero costituito da pasta realizzata con farina di grano e farina di fava e servita durante l’omonima sagra con sugo rosso o in brodo.

 

2) “Sugo con tonno alla mondolfese” – Piatto tipico della Regione Marche

A Mondolfo l’intenso profumo del “sugo con tonno” (“il sug sal tonn e alic” in dialetto) annuncia la primavera durante la storica sagra della “Spaghettata”. È un sugo rosso a base di tonno e alici, arricchito da spezie ed erbe particolari da rendere il sugo inimitabile.

 

3) Garagoi

Gustosi molluschi cucinati con sugo di pomodoro, aglio ed erbe aromatiche (finocchio selvatico, mentuccia e peperoncino), cotti lentamente per oltre due ore, sono tutti da succhiare per gustare a pieno il sapore del mare intenso che conservano. Questo piatto, tipico della tradizione marinara marottese, può essere gustato in occasione della ormai decennale “Sagra dei “Garagoi” che si svolge ogni anno in primavera sul lungomare.

 

4) Dolcetti di Sant’Anna

Sono legati a una tradizione antichissima che unisce gastronomia e spiritualità. La tradizione vuole proprio che la ricetta originale sia nata tra le mura del Monastero di sant’Anna, ad opera delle Monache Benedettine che preparavano questi squisiti dolcetti dai pochi ingredienti (farina, uova, zucchero e un pizzico di anice) a forma di animali.

 

Questi piatti sono tradizionalmente accompagnati dai vini del territorio, il “Sangiovese dei Colli Pesaresi” e il “Bianchello del Metauro”.

Punti di interesse

1) Bastione S. Anna

Il Bastione S. Anna è una possente fortificazione rinascimentale recentemente recuperata che affaccia i suggestivi locali ipogei sul “giardino martiniano” in cui fa da cornice una sequenza di arcate destinate a limonai. Sul tessuto murario esterno sono ancora visibili le bocche da fuoco delle troniere ma è nei locali sotterranei che si può ammirare l’impianto militare della costruzione grazie anche ad un allestimento appositamente creato per accogliere “Terre martiniane” di cui Mondolfo è capofila.

 

2) Complesso S. Agostino

Il Complesso S. Agostino è costituito dall’ex Convento agostiniano e dalla Chiesa Monumentale di S. Maria del Soccorso, risalente alla metà del XVI secolo, ad aula unica e adorna di splendidi altari con tele dei principali pittori del Seicento marchigiano tra i quali Tiarini, Guerrieri, Ridolfi e Ceccarini. Nei locali che furono un tempo di servizio ai frati, trova sede il Museo Civico con testimonianze dal territorio dall’epoca picena al primo Novecento.

 

3) Abbazia S. Gervasio

L’Abbazia di San Gervasio di Bulgaria, dichiarata monumento nazionale nel 1927, è il monumento religioso più importante del territorio. Si presenta con le forme di una chiesa basilicare medievale a tre navate, riadattate nel corso del tempo, ma l’elemento architettonico di maggior rilievo è la cripta circolare con colonna romana centrale portante che conserva un prezioso sarcofago in stile ravennate del VI sec. d. C. che risulta essere il più grande delle Marche.

 

4) Santuario Madonna delle Grotte

Il santuario della Madonna delle Grotte fu voluto per devozione nel 1682. Le sue sobrie linee architettoniche svelano all’interno un articolato altare ligneo intagliato e dorato che incastona tra nubi e putti una nicchia riservata alla miracolosa immagine in terracotta della Vergine col Bambino. Il Santuario è meta di numerosi pellegrini da tutta la Val Cesano.

 

5) Percorso naturalistico “La Valle dei Tufi”

Il Percorso de “La Valle dei Tufi” parte dalla pineta antistante il Santuario della Madonna delle Grotta e si snoda tra i tratturi interpoderali che portano all’abitato antico di Stacciola, passando vicino pareti scoscese in tufo, boscaglie e il lago della “Grottaccia”. Proprio la geologia del territorio, costituita prevalentemente di tufo, permette ai variopinti gruccioni di nidificare e trascorrere l’estate nella Valle.

 

6) Lungomare dei mosaici

Il lungomare di Marotta si colora oramai da qualche anno grazie ad un ambizioso progetto culturale. Variopinti mosaici, realizzati da soli volontari, impreziosiscono i muretti che dividono l’arenile dal marciapiede di Via Cristoforo Colombo creando una suggestiva passeggiata di alcuni chilometri. Il progetto ambizioso di realizzare nel tempo uno dei mosaici più lunghi al mondo non è forse così lontano.

 

7) Giardini e monumento “Le 11 eroine”

Nei Giardini “Le 11 Eroine”, tra Piazza dell’Unificazione e via Faà di Bruno a Marotta, sorge il monumento che celebra uno dei più toccanti episodi della storia locale. Il 18 novembre 1917, undici giovani ragazze affrontarono vento, onde e tempesta per portare soccorso all’equipaggio del pontone militare “Faà di Bruno”, arenato al largo. Un gesto di straordinario coraggio, premiato con la medaglia di bronzo al valor militare dalla Marina.

 

8) Armeria del Castello

L’Armeria del Castello, ospitata nel lungomura di via Vandali, espone repliche di armi medievali e rinascimentali: spade, scudi, elmi, alabarde e antichi pezzi d’artiglieria. Un percorso suggestivo che racconta la storia della fortezza e dei suoi armamenti. In estate, un armigero in costume accoglie i visitatori con racconti e dimostrazioni. Lungo i camminamenti di ronda, sul Bastione di S. Anna o nella piazzuola del Belvedere del Castello, si possono ammirare pure repliche di antichi pezzi d’artiglieria.

 

9) Parco della Rimembranza e Monumento ai Caduti

Nel Parco della Rimembranza di Mondolfo sorge il Monumento ai Caduti, progettato dallo scultore Torquato Tamagnini e inaugurato nel 1926. I grandi blocchi di pietra giunsero dal Carso in treno. Al vertice, un fante in bronzo sventola il Tricolore, simbolo di memoria e sacrificio. Completano il complesso due lanciabombarde della Grande Guerra e il cippo con i nomi dei caduti. Un luogo suggestivo per una passeggiata tra storia e commemorazione.

 

10) Molo di Marotta

Riqualificato nel 2017 con nuova pavimentazione, luci a lanterna e mosaici colorati, il Molo di Marotta è oggi uno dei luoghi più suggestivi della riviera Bandiera Blu. Cuore della passeggiata sul lungomare Cristoforo Colombo, ospita eventi estivi e momenti di relax. Nato nel dopoguerra come approdo per i pescherecci e frangiflutti, rappresenta un perfetto connubio tra tradizione marinara e vivacità turistica.

Mombaroccio

Panoramica

Situato sulle colline dell’entroterra della provincia di Pesaro e Urbino, Mombaroccio ha un centro storico raccolto e in parte circondato da mura medievali, che ne testimoniano le origini antiche. Il paese è conosciuto per la sua tranquillità e per il contesto naturale che lo circonda, fatto di colline e percorsi verdi.

Gastronomia

1) Olio DOP Cartoceto

Mombaroccio è zona di produzione della Dop Cartoceto assieme ai comuni di Cartoceto, Saltara e Serrungarina. L’olio prodotto in questi territori ha rappresentato da sempre uno tra i beni più apprezzati e preziosi, presenza costante nelle piazze nei giorni di mercato. L’olio non serviva solo al fabbisogno del paese, ma era richiesto e apprezzato anche fuori regione. Diversi documenti attestano la notorietà, fin dal 1500, che aveva acquisito l’olio prodotto a Cartoceto.

 

2) Formaggio di Fossa

La leggenda narra che la lavorazione del formaggio di fossa sia nata casualmente nel XV secolo, quando i contadini nascondevano le provviste nelle fosse per evitarne il furto da parte dei soldati di passaggio. Le fosse sono ambienti sotterranei, di origine medievale, scavate nel tufo ed un tempo adibite a deposito del grano. Nella produzione del formaggio di fossa si distinguono quattro fasi: pulitura e preparazione della fossa, infossatura, stagionatura, sfossatura.

 

3) Miele

I boschi che accolgono le arnie sulle colline di Mombaroccio sono lontani sia dal traffico che da lavorazioni agricole intensive; grazie a questa virtuosa condizione, il miele prodotto risulta essere sano e incontaminato, oltre che gustoso.

 

4) Lavanda

A Mombaroccio, la lavanda è coltivata massicciamente ai piedi del Santuario del Beato Sante. Profumatissima, intensa e avvolgente, regala freschezza e delicatezza con le sue tante proprietà. In quest’area, la coltivazione avviene in regime rigorosamente biologico certificato. L’olio essenziale purissimo che vi si estrae è alla base di una linea di prodotti di bellezza e per la casa.

Punti di interesse

1) Palazzo Del Monte

Luogo simbolo di Mombaroccio. Costruito in epoca tardo-medioevale e ampliato nel XVI secolo per diventare residenza della nobile famiglia reggente, divenne emblema della crescita economica e sociale di Mombaroccio soprattutto con Guidobaldo Del Monte (1545-1607), scienziato, oltre che marchese.

Oggi Palazzo Del Monte e il suo Giardino non sono solo un capolavoro architettonico, ma un vero cuore identitario e civico del paese che anima il centro storico e ambisce a diventare polo culturale di rilievo.

 

2) Santuario del Beato Sante

Il Convento del Beato Sante, santuario francescano fondato nel 1223, è oggi un complesso affascinante composto da chiesa, convento e chiostro, caratterizzato da suggestivo quadriportico con archi a tutto sesto. A proteggerlo, uno splendido bosco di roverelle, aceri, castagni e altre specie della macchia mediterranea. Un’oasi di pace che accoglie ogni anno migliaia di pellegrini e visitatori da tutta Italia.

 

3) Museo della Civiltà Contadina

Il Museo della Civiltà Contadina di Mombaroccio, per la sua estensione e completezza, è tra i pochi riconosciuti dalla Regione Marche. La collezione è esposta in suggestive grotte, un tempo adibite a cantine del Convento dei Girolamini (XV secolo). I numerosissimi reperti sono raccolti e suddivisi a ricreare ambienti e situazioni di un passato prossimo ma ormai scomparso.

 

4) Laboratorio di Galileo e Guidobaldo

All’interno del cinquecentesco Palazzo Del Monte, due ampie stanze sono dedicate alla ricostruzione e alla riproposizione al pubblico di una serie di apparati sperimentali ed esperienze eseguite dallo scienziato Guidobaldo Del Monte (1545-1607), marchese di Mombaroccio, e al suo rapporto con Galileo Galilei e Pier Matteo Giordani. Accurati pannelli illustrano le vicende umane dei protagonisti e ne spiegano i dispositivi proposti.

 

5) Museo dell’Arte Sacra

Il Museo dell’Arte Sacra di Mombaroccio è ospitato nelle Sale della Sacrestia della Chiesa di San Marco, nel cuore del Centro Storico del Borgo Medievale. Raccoglie numerosi reperti di arte lignea, dipinti, paramenti, oggetti di culto e arredi sacri provenienti dalle chiese e dai conventi della zona.

 

6) Chiostro dei Girolamini

Chiostro, caratterizzato da loggiato, di quello che fu il convento dei Girolamini, edificato nel XV secolo. Venne in seguito collegato all’adiacente chiesa di San Marco, oggi sede dei Musei Civici. In tempi recenti è stato oggetto di un importante restauro volto a consolidarne la struttura e recuperarne l’antica pavimentazione in cotto e nel 2025 è stato dotato di una copertura trasparente che consente di ospitarvi eventi culturali, sociali e gastronomici anche nelle giornate di pioggia.

 

7) Chiesa dei SS Vito e Modesto

La chiesa parrocchiale, dedicata ai Santi Vito e Modesto, fu eretta alla fine del ‘300 ma venne più volte ricostruita e rimaneggiata fino alla forma attuale. La chiesa ha un bell’organo della fine del ‘700 e interessanti dipinti del XVI secolo. Degna di nota è la pala d’altare che raffigura la Madonna del Rosario, recentemente attribuita al pittore umbro Avanzino Nucci.

 

8) Teatro Storico Comunale

Il Teatro Storico Comunale è uno dei cuori pulsanti della cultura del borgo di Mombaroccio. Costruito nel 1818 su progetto dell’architetto pesarese Andrea Antaldi, venne trasformato in cinema nel secondo dopoguerra e successivamente dismesso. Persi gli originari arredi lignei, ha recuperato la funzione teatrale in seguito al restauro che lo interessò tra il 2008 e il 2011.

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