Panoramica
“…e là da Tagliacozzo, ove sanz’arme, vinse il vecchio Alardo…” è il verso del XXVIII Canto dell’Inferno che Dante Alighieri dedica – unica in Abruzzo – a questa antica città, citando la celebre battaglia del 23 agosto 1268, quando l’ultimo discendente degli Svevi, Corradino, venne battuto dal re francese Carlo d’Angiò: l’evento segnò la fine della dominazione sveva sul meridione d’Italia e l’inizio di quella angioina. Il borgo, nato in mezzo alla spaccatura di un monte, da cui prende il nome (“talea cotium” – taglio della roccia), è Città dalla fine del ‘400 e fu feudo dei de Pontibus e delle nobili e potenti famiglie romane degli Orsini e dei Colonna. Dalla fine dell’800 ai giorni nostri è una rinomata località turistica nella quale si possono ammirare storici palazzi e chiese, fare escursioni naturalistiche e sportive e godere di ottimo cibo e di eccellenti vini abruzzesi. Vi risiedono poco meno di settemila abitanti, mentre, durante i weekend, nei periodi natalizio e pasquale e soprattutto d’estate, le presenze crescono esponenzialmente. Sede del prestigioso Festival Internazionale di Mezza Estate di musica, danza e teatro e di un importante rassegna di arte contemporanea che hanno luogo da fine luglio a fine agosto, Tagliacozzo offre numerose altre manifestazioni ed eventi ricreativi e culturali: i tradizionali e suggestivi riti della Settimana Santa; la grande festa della Benedizione o del Volto Santo, che è anche festa della Municipalità, la domenica dopo Pasqua; la Notte romantica dei Borghi più belli d’Italia, il primo sabato dopo il solstizio d’estate; Dante Street, festival delle arti di strada, il primo weekend di luglio; la festa rinascimentale di Ascanio Mari; la manifestazione di Birrart, la rassegna internazionale del Folklore. E poi a metà ottobre la festa autunnale “Cantine nella roccia”, la stagione invernale di prosa al Teatro Talia da novembre ad aprile e dai primi giorni di dicembre manifestazioni, mostre ed eventi ricreativi in occasione delle festività natalizie.
Gastronomia
Tagliacozzo, borgo dell’entroterra abruzzese ai confini con il Lazio e con l’antico territorio del Regno di Napoli, ha risentito nei secoli dell’influsso culinario romano e partenopeo.
Dal classico timballo di pasta, riccamente condito, alle minestre della tradizione montana, quali gli gnocchetti con i ceci e i maltagliati con le lenticchie, alla pecora “ajjo cotturo” e agli arrosti di agnelli. Ottime anche la produzione casearia, con formaggi di media e lunga stagionatura, e la norcineria, con gli insaccati freschi o stagionati. Altri piatti tipici locali sono la pizza di granturco con gli “sfrizzojji” e la pizza summa. Menzione speciale per le Monache di Clausura dell’antichissimo Monastero Benedittino dei Santi Cosma e Damiano, che confezionano dolci tipici a forma di cavalluccio per i bambini e di colombina per le bambine in occasione della “Festa della Benedizione” e che producono anche marmellate e liquori. A Tagliacozzo, per tutto l’anno, è possibile anche degustare i tradizionali dolci natalizi con le noci e il miele, le cialde o nevole ripiene e, in occasione delle feste principali, la cosiddetta “zuppa inglese” di pan di spagna e creme. Tra i vini si annoverano quelli della tradizione abruzzese con gli ottimi Montepulciano e Trebbiano.
Punti di interesse
PIAZZA E FONTANA DELL’OBELISCO
Il luogo simbolo della Città di Tagliacozzo è Piazza dell’Obelisco, un armonioso spazio racchiuso tra storici palazzi, al centro del quale sorge l’omonima fontana, che in nel 2025 ha compiuto 200 anni. Tra i palazzi più rilevanti, sicuramente il quattrocentesco Palazzo del Governatorato all’epoca degli Orsini, il cinquecentesco Palazzo del Governatore dei Colonna e il seicentesco Palazzo Fallace con lo splendido loggiato. La piazza era originariamente cinta di un porticato perimetrale, le cui arcate vennero chiuse nell’800 per ricavare botteghe artigianali e locali per attività commerciali.
La fontana dell’Obelisco, edificata nel 1825 in onore del patrono sant’Antonio di Padova, è realizzata sul modello delle fontane barocche romane: sopra uno scoglio irregolare, si erge un obelisco in pietra, sormontato da una croce bronzea. Prima della fontana, al centro della piazza sorgeva un seggiolone in pietra, chiamato in gergo “pilozzo”, che fungeva da gogna, poiché su di esso, venivano fatti sedere, con le braghe calate, i debitori insolventi. Il 12 marzo 2026 sarà il “teatro” della partenza della 4° tappa della Tirreno Adriatico.
CHIESA E CONVENTO DI SAN FRANCESCO
La chiesa, legittimata il 20 novembre 1233, è uno dei primi edifici sacri dedicati a San Francesco d’Assisi, a soli sette anni dalla morte, avvenuta nel 1226 e di cui quest’anno ricorrono gli 800 anni. L’architettura, in perfette linee gotiche, racchiude alcune preziose memorie storiche ed artistiche della Città tra le quali: una pala della fine del ‘400 raffigurante la Vergine tra Santa Maria Maddalena e Santa Elisabetta, dono della famiglia Orsini; le seicentesche statue della Vergine Immacolata e di Sant’Antonio di Padova; uno Crocifisso ligneo del XVI secolo e l’Urna Bronzea con le Spoglie mortali del Beato Tommaso da Celano, primo biografo e compagno di San Francesco, nonché autore del Dies Irae. Nel Chiostro cinquecentesco si possono ammirare gli affreschi del XVII secolo di scuola romana, raffiguranti la vita del Poverello d’Assisi e l’albero della famiglia francescana.
TEATRO TALIA
Edificato nel XVII secolo da un Duca di casa Colonna, sul modello del teatrino di Corte del Palazzo Colonna a Roma, venne successivamente rimaneggiato e, alla fine del XVIII secolo, prese l’attuale forma di classico teatro all’italiana con palcoscenico, platea e tre ordini di palchi. La facciata è della fine del XVIII secolo. L’edificio prende il nome dalla Musa Talìa, protettrice delle arti teatrali che, secondo la leggenda, diede anche il nome alla Città. Si racconta infatti che questa soggiornasse nella grotta presso le risorgenti del fiume Imele: di qui Taliae Otium, cioè il soggiorno di Talìa.
PALAZZO DUCALE ORSINI COLONNA
Monumento architettonico e storico tra i più importanti d’Italia, è un edificio le cui origini risalgono al XIII secolo e, nel corso dei secoli XV e XVII, è stato esteso e arricchito dalle famiglie che lo hanno abitato: i de Pontibus, feudatari locali; gli Orsini, a capo della Contea di Tagliacozzo fino alla fine del ‘400 e i Colonna, con il Ducato “Caput Marsorum”, fino alla fine del feudalesimo. All’interno, attraverso le grandi sale rinascimentali, è possibile giungere alla Cappella palatina dove si possono ammirare affreschi della seconda metà del ‘400, attribuiti a Lorenzo da Viterbo.
RISORGENTI DELL’IMELE
A poche centinaia di metri dal centro storico, attraverso un sentiero ombreggiato fruibile da tutti, che costeggia gli antichi mulini e il percorso del fiume Imele, si giunge ai piedi dello scoglio roccioso dal quale il fiume, cantato nell’Eneide di Virgilio, rinasce dalle viscere del monte Aurunzo.