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Tappa

3

Mercoledì 11
Marzo 2026

221 km
Dislivello 1850 mt

Tudor Partenza tra

G ::

Cortona -

Magliano de' Marsi

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info tecniche

Tappa molto lunga e leggermente ondulata. Si snoda in un susseguirsi di lievi saliscendi, tra i quali si possono segnalare Todi e le Marmore. Finale veloce sempre leggermente a salire per gli ultimi 15 km fino al rettilineo finale (circa 3%).
 
Ultimi km
Ultimi pianeggianti praticamente rettilinei. Dopo l’ingresso in Magliano de’ Marsi la strada sale leggermente (circa 2%) fino al rettilineo finale su asfalto.

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Città di:

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Cortona

Panoramica

Situata in provincia di Arezzo, su un colle che domina la Valdichiana e il Lago Trasimeno, Cortona ha origini che risalgono all’epoca etrusca, ancora riconoscibili in alcune strutture e nelle antiche mura. Il centro storico si sviluppa tra vicoli e piazze panoramiche, conservando un forte carattere medievale. Cortona è apprezzata per il suo patrimonio artistico, per i musei e per le ampie vedute sulla campagna circostante, che uniscono storia, cultura e paesaggio.

Gastronomia

Dal punto di vista gastronomico Cortona propone specialità tipiche a base di olio extravergine di oliva, imperdibile la bruschetta nel periodo delle frangiture. Altra tipicità sono i crostini, il nero di fegatini e il rosso leggermente piccante al pomodoro. Più recente la diffusione delle «Penne al fumo», un primo con sugo a base di pancetta, oppure i pici al sugo di aglione della Valdichiana. Fra i secondi si segnala la bistecca di Chianina, ottima anche nella variante a tagliata, la trippa e gli arrosti di anatra, pollo e coniglio.

 

Cortona è una delle aree dove si produce il vino Syrah che è diventata una delle tipicità enologiche, di recente si segnala un’interessante vivacità fra i piccoli produttori di gin e spiriti.

Punti di interesse

Cortona è una splendida città toscana situata in provincia di Arezzo, arroccata su un colle a circa 500 metri di altitudine. Il suo centro storico conserva un fascino medievale, con vicoli lastricati, antichi palazzi in pietra e scorci panoramici mozzafiato sulla Valdichiana e sul Lago Trasimeno.

 

Cuore della città è Piazza della Repubblica, dominata dal Palazzo Comunale con la sua imponente scalinata. Poco distante si trovano la Piazza Signorelli, sede del Teatro Signorelli, e il Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona (MAEC), che custodisce importanti reperti etruschi e rinascimentali.Tra i luoghi di culto più rilevanti ci sono il Duomo di Cortona, la suggestiva chiesa di San Francesco e l’eremo francescano de Le Celle, fondato da San Francesco d’Assisi. La città è circondata da imponenti mura etrusche e medievali, che ne raccontano la lunga storia e offrono percorsi ideali per gli amanti del trekking urbano.

 

Fra i monumenti più interessanti si ricordano la chiesa del Calcinaio, capolavoro rinascimentale e l’affascinante chiesa di San Niccolò con un’importante opera di Luca Signorelli. Nel territorio circostante sono da visitare il Parco Archeologico insieme agli itinerari etruschi del Maec e la suggestiva Rocca di Pierle, con un passaggio anche per la pieve di Sant’Angelo a Metelliano.

Magliano de' Marsi

Panoramica

Protetto dalla maestosità del Monte Velino e circondato dalla natura troviamo il paese di Magliano dei Marsi, la cui bellezza a dispetto delle alterne vicende storiche e naturali ci racconta della forza e della tenace resilienza dei suoi antichi abitanti.

Il Comune di Magliano dei Marsi, con le sue frazioni di Marano e Rosciolo,conta circa quattromila abitanti.

Il documento più antico che riporta il nome del paese è del 1250 quando, in un registro delle rendite della chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta, troviamo un esplicito riferimento ad una chiesa di Santa Maria sita in Magliano. Prima di allora l’agglomerato urbano di Magliano non era castello a sé perchè soggetto al più grande centro di Carce, il cui nome all’interno di documenti ufficiali inizia a diradarsi sul finire del XV secolo, per lasciare poi definitivamente spazio a quello di Magliano. Nel XVI secolo l’antica parrocchia di San Martino in Carce, venne sostituita dalla struttura religiosa di Santa Lucia in Magliano.

Il XVIII secolo rappresenta un momento estremamente favorevole per lo sviluppo del paese, la cui popolazione nel giro di mezzo secolo raddoppiò di numero.

Magliano venne coinvolto anche nelle vicende risorgimentali, dopo aver votato a favore dei Savoia e dell’unità d’Italia il paese rischiò, la notte tra il 19 ed il 20 ottobre 1860, l’assedio ed il conseguente saccheggio da parte dell’esercito francese guidato dal generale La Grange,inviato dai Borboni. La tradizione vuole che Magliano sia stato risparmiato dalla distruzione grazie all’intercessione miracolosa dei santi soldati Giovanni e Paolo,protettori del paese insieme a Santa Lucia. Ancora oggi, a ricordo dell’intervento miracoloso, ogni anno il 20 ottobre la popolazione si raccoglie in processione, ed attraverso una rievocazione storica rivive i drammatici momenti vissuti nel passato.

Il terremoto del 1904 ed ancor di più quello del 13 gennaio 1915, colpirono duramente il comune, all’indomani dell’evento sismico del ’15 il paese era ridotto ad un cumulo di macerie, con un totale di 621 vittime.

Della chiesa parrocchiale non era rimasto praticamente nulla, unico sopravvissuto il campanile dell’edificio realizzato nel 1880 su disegno di Tommaso Di Lorenzo. Nonostante le successive difficoltà, legate all’ingresso dell’Italia nel primo conflitto mondiale, i maglianesi hanno saputo ricostruire il loro paese, solo ventidue anni dopo il sisma, la chiesa di Santa Lucia simbolo non solo di fede ma anche di rinascita collettiva, la notte di Natale del 1937 tornò ad essere officiata.

Gastronomia

1) Pallotte Cacio e Ova: polpette tradizionali di formaggio e uova. Le origini delle stesse risalgono all’antica cucina povera, capace di trasformare ingredienti semplici in un piatto assolutamente delizioso;

 

2) Maccheroni alla chitarra: sono una pasta fresca all’uovo tipica abruzzese, tagliata con l’apposito strumento a fili e si condiscono con ragù di carne, spesso di pecora o misto, dal sapore deciso e genuino, legato alla tradizione contadina marsicana.

 

3) Arrosticini di pecora: sono spiedini di carne ovina tagliata a cubetti e cotti alla brace. Si gustano caldi, con pane e olio, esaltando il sapore intenso della carne allevata nelle aree montane;

 

4) La pecora ajo cotturo: è un antico piatto pastorale: carne di pecora cotta a lungo in caldaio con aglio, erbe aromatiche e vino. La lenta preparazione rende la carne tenera e saporita, simbolo delle tradizioni rurali marsicane;

 

5) Zuppe e minestre marsicane: nascono da legumi, cereali e verdure di stagione. Preparazioni calde e genuine che raccontano la cucina povera locale, fatta di ingredienti semplici e legata ai ritmi della campagna.

 

6) Formaggi pecorini e salumi: tipici, come salsicce e prosciutti artigianali, derivano da allevamenti ovini e suini del territorio. Sapori intensi e autentici che accompagnano pane casereccio e vino locale, esprimendo l’identità gastronomica marsicana.

Vini e Bevande

A Magliano de’ Marsi la tradizione vinicola è legata ai vini della Marsica: vini rossi corposi come il Montepulciano d’Abruzzo, rosati e bianchi di Trebbiano e Malvasia prodotti dalla Cantina Cooperativa del Fucino e dalle aziende locali. Tipico è anche il vino cotto, ottenuto da uva Montepulciano cotta lentamente. In abbinamento alle sagre si trovano spesso birre artigianali del territorio e, come liquore, amari alle erbe della vicina zona marsicana.

Punti d'Interesse

1) Centro storico di Magliano de’ Marsi – borgo antico con architetture tradizionali: Il centro storico di Magliano de’ Marsi, ai piedi del Monte Velino, è un borgo medievale di vicoli in pietra, archi e piccole piazze raccolte. Le case, costruite con pietra locale e muri spessi, conservano portali scolpiti e balconi in ferro battuto. Le chiese storiche e gli scorci sulla Marsica raccontano una tradizione autentica, ancora viva nelle feste e nella quotidianità del paese;

 

2) Chiesa di Santa Lucia: La Chiesa di Santa Lucia a Magliano de’ Marsi è un monumento storico le cui origini risalgono al XIII-XIV secolo, con tre portali ad arco ogivale e un grande rosone sopra la facciata, frutto dell’arte romanico-gotica. Distrutta dal terremoto del 1915 e ricostruita nel 1937 rispettando l’impianto originario, conserva bassorilievi medievali e l’iscrizione del quadrato magico “Rotas Opera Tenet Arepo Sator”;

 

3) Chiesa della Madonna di Loreto: La Chiesa della Madonna di Loreto a Magliano de’ Marsi (AQ) è una piccola chiesa storica con pianta rettangolare e navata unica, collocata nel cuore del borgo antico. Al suo interno si conservano affreschi medievali di grande valore raffiguranti scene della vita della Vergine, recuperati con restauri recenti, che testimoniano l’antica devozione mariana del paese e il valore artistico ecclesiastico locale;

 

4) Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta: la Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta è una chiesa romanica dell’XI secolo, oggi ciò che resta di una badia benedettina fondata verso il 1048 alle pendici del Monte Velino in località Rosciolo dei Marsi. Conserva un impianto medievale semplice con preziosi arredi scultorei, tra cui ambone, ciborio e tracce di iconostasi di grande valore artistico, testimoniando la storia e l’arte sacra della Marsica;

 

5) La Riserva Naturale Orientata Monte Velino: è un’area protetta di montagne, boschi e pascoli ad alta quota. Dominata dal massiccio del Monte Velino, offre panorami vasti, vallate selvagge e ricca biodiversità, con specie alpine e habitat originali. Sentieri antichi attraversano foreste e radure, ideali per escursioni immerse nella natura e nella quiete appenninica;

 

6) Tomba monumentale del Re Perseo: La Tomba monumentale del Re Perseo a Magliano de’ Marsi è un sito archeologico lungo l’antica Via Valeria dove si conservano ruderi di un grande monumento funerario di età romana interpretati dalla tradizione come la sepoltura di Perseo, ultimo re dei Macedoni. L’attribuzione a Perseo non è storicamente confermata, ma il luogo resta suggestivo e testimonia l’antica frequentazione della zona.

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