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Tappa

2

Martedì 10
Marzo 2026

206 km
Dislivello 2300 mt

Tudor Partenza tra

G ::

Camaiore -

San Gimignano

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A complex stage, particularly in the second half. The race starts in Camaiore and, via Montemagno, reaches Pisa and then the Livorno area before leaving the coast near Cecina to head inland toward Pomarance. The climb from the Cerreto road features stretches in double-digit gradients. The route continues with the ascent to Castelnuovo Val di Cecina and a sequence of rolling terrain leading to a 5.3 km gravel sector on the outskirts of San Gimignano. The sterrato is predominantly uphill with some very steep ramps. The finish is in the town centre, with a short sharp kick at 15% at the entrance to San Gimignano.
 
Final kilometers
The last kilometer is partly on gravel and then on fairly steep uphill tarmac (up to 15%). After passing through the city walls (Porta San Matteo), the surface turns to cobbles, still uphill, all the way to the finish.

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Camaiore

Panoramica

Il Comune di Camaiore è un territorio unico nel suo genere: incastonato nel cuore della Versilia, è uno dei pochi territori italiani che può vantarsi di splendide pendici collinari, incorniciate dalla maestosità delle Alpi Apuane, e dell’orizzonte che si perde e si tuffa nel Mar Tirreno, disegnando  una cartolina mozzafiato.

 

La storia del territorio camaiorese affonda le proprie radici in epoca preistorica, come testimoniano i siti archeologici di Grotta all’Onda e di Candalla. Ebbe un’importanza cruciale in epoca medioevale, fungendo da tappa di snodo della Via Francigena per i tanti pellegrini che trovavano ristoro nella Badia S.S. Pietro e Paolo, ancora oggi splendido esempio di architettura romanica. La Città era contornata da una cinta muraria – di cui, adesso, si possono ammirare i resti, riportati alla luce, nella rinnovata Piazza XXIX Maggio, cuore pulsante della Città – e conserva, nel suo Centro Storico, la secolare divisione simmetrica in contrade.

Le ventitré frazioni collinari fungono da corona al Capoluogo, Camaiore. Il territorio si sviluppa poi verso il mare, incontrando la frazione di Capezzano Pianore, specializzata nelle produzione agricola di colture orticole e floricole. Lido di Camaiore, infine, rappresenta uno dei più importanti litorali versiliesi, in cui il turismo estivo tocca livelli altissimi per offerta e qualità.

Gastronomia

Camaiore è anche terra di sapori, forse i più veraci e identitari di tutta la Versilia: lungo tutto il territorio l’enogastronomia la fa da padrone, offrendo attività esperienziali che ne tracciano parte dei tratti distintivi più importanti.

Una torta salata da provare se si è a Camaiore è senza dubbio la Scarpaccia. Un nome particolare, quasi buffo, riferito al fatto che, una volta cotta, il prodotto finale assume la forma e le sembianze di una suola di una vecchia scarpa. Riferimento, però, non adatto al gusto: pietanza saporitissima, è a base di zucchine e fiori di zucca, i cui sentori sono nitidi e non coperti da un semplice impasto a base di cipolla, acqua, farina, sale, pepe e olio. Perfetta come antipasto o come merenda da pic-nic, permane nella sua bontà anche da fredda, guadagnandosi l’etichetta di Regina dello “street food” camaiorese.

Assolutamente caratteristica è anche la storica Torta di Pepe, o “Torta co’ pizzi”: una sfoglia a base di acqua, farina, uova e sale viene adagiata su uno stampo rotondo e poi riempita con un impasto a base di riso, bieta, prezzemolo, pecorino, uova, sale e, ovviamente, pepe. È necessario che l’impasto debordi dallo stampo di almeno due dita, così da poter creare i cosiddetti “pizzi”: piccole “piramidi” di sfoglia ripiegata su se stessa che fanno da contorno all’intera torta. Dopo averla completata con una spolverata con pecorino e averla fatta cuocere in forno ben caldo per circa 3-4 ore, sarà una vera esplosione di sapore in bocca.

La vera pietanza caratteristica di Camaiore, però, sono certamente i Tordelli. È sicuramente il piatto più caratteristico della Versilia, che veniva consumato dalle famiglie contadine unicamente nelle grandi occasioni nelle case contadine. Una preparazione radicata nel territorio, tramandata da generazione in generazione, che nel tempo ha subito diverse varianti mantenendo però inalterata la veracità del gusto. Un trito a base di manzo e maiale va a creare un ripieno insieme a pane ammorbidito nel brodo, parmigiano, pecorino, noce moscata, prezzemolo e l’immancabile “peporino” (ovvero il timo), con cui farcire i tradizionali “tordelli” di pasta all’uovo. Conditi con un buon ragù di carne e terminati con una spolverata di formaggio direttamente nel piatto, sono il vero sapore di Camaiore servito a tavola. Un sapore indimenticabile.

Punti di interesse

Camaiore è un territorio che presenta una vastissima offerta turistico-culturale. Immense le potenzialità per il turista: in pochi minuti d’auto, può passare dalle meraviglie collinari, organizzate per le attività sentieristiche  – inserite nei percorsi francigeni e di Camaiore Antiqua -, di trekking e di climbing – pratica attualmente molto popolare, di cui il camaiorese è una delle maggiori tappe italiane -, per arrivare, passando dal verde delle campagne, all’acqua cristallina del mare, impreziosita da centinaia di stabilimenti balneari, organizzati per ogni attività, e dai tanti locali dove passare le serate estive e non solo.

Punta di diamante della costa lidese è il Pontile “Bellavista Vittoria”, che con i suoi 300 metri di passeggiata sul mare è metà obbligata per i cittadini e per le migliaia di avventori annuali. Spostandosi leggermente a nord-est, si trova il Parco Bussoladomani, storica zona in cui, a partire degli anni ‘60, sorgeva il mitico tendone di Sergio Bernardini, dove hanno cantato e suonato, lungo la sua decennale attività, artisti di fama internazionale, potendosi fregiare di aver accolto l’ultimo concerto pubblico di Mina. Dopo anni di silenzio, adesso Bussoladomani è tornata a suonare: è infatti sede de La Prima Estate, evento di punta della stagione musicale a livello mondiale.

Dirigendosi verso l’entroterra, Camaiore Capoluogo è casa di decine di eventi che promuovono le eccellenze locali e territoriali. Da “È la Via dell’Orto”, una due-giorni primaverile in cui si raccontano le tradizioni locali legate al settore agroalimentare e del food, alla secolare Fiera di Ognissanti (l’1 e 2 novembre), passando per la Festa Pic, una fiera ottobrina omaggio ai sapori piccanti in collaborazione con l’Accademia Nazionale del Peperoncino, e la fiera-mercato dedicata al vintage e all’antiquario d’altri tempi delle “Follie di Ferragosto”. Sotto il profilo storico, assumono un ruolo centrale manifestazioni come il Corpus Domini, appuntamento religioso ma che a Camaiore ha assunto un assoluto tratto folkloristico, grazie alla maestria dei “tappetari” che, ogni anno, lavorano nella notte antecedente alla Solennità creando veri e propri quadri, lungo tutta la centralissima Via Vittorio Emanuele, col solo utilizzo della segatura colorata. Della stessa importanza tradizionale è l’appuntamento con la Processione di Gesù Morto, evento che ogni tre anni, il venerdì di Pasqua, anima il Centro Storico illuminandolo, durante la sera, con i migliaia di lumi ad olio (i “cincindellori”) e concorrendo a creare un’atmosfera unica, magica, quasi sovrannaturale.

Salendo poi verso le zone collinari, particolare importanza rivestono le frazione di Monteggiori, rocca medievale che conserva un’affascinante bellezza millenaria, e di Casoli, borgo caratteristico che trova la propria peculiarità, oltre che nelle vicine cascate di Candalla, nei meravigliosi Sgraffiti, antica tecnica di decorazione parietale derivante dall’affresco su intonaco, che abbelliscono l’abitato  rendendolo una perla unica nel suo genere e tappa di studi per centinaia di artisti. Di Casoli si innamorò, fino alla decisione di trasferircisi, il pittore e scultore Rosario Murabito insieme alla moglie Grace Albert. Ma, in ogni caso, ogni frazione presenta particolarità uniche che vale la pena vivere e scoprire.

Camaiore è vera terra di colori e tradizioni, ricca di storia che continua a vivere nelle manifestazioni e nei luoghi e la cui bellezza trapela, con perpetua e ammaliante forza, in ogni frazione, in ogni borgo, in ogni angolo di ogni strada.

San Gimignano

Panoramica

San Gimignano si trova in Toscana, in provincia di Siena, nel cuore della Val d’Elsa. È uno dei borghi medievali più celebri d’Italia, noto per le sue caratteristiche torri che ne definiscono il profilo inconfondibile. Il centro storico, perfettamente conservato e riconosciuto come Patrimonio UNESCO, racconta il passato medievale della città attraverso piazze, chiese e palazzi storici.

Gastronomia

1) L’olio extravergine d’oliva: Più di 800 gli ettari del territorio sangimignanese destinati alle olivete e le varietà più coltivate sono il moraiolo, il frantoiano e il leccino. L’olio extravergine d’oliva di San Gimignano si presenta con un gusto armonioso e un aroma fruttato, caratterizzato da sentori di carciofo, cardo, erba appena tagliata e mandorla misto a note di amaro e piccante.

Imperdibile la bruschetta con pane “sciocco” toscano arrostito sulla griglia, sale, abbondante olio e una passatina d’aglio.

 

2) Lo Zafferano di San Gimignano: Lo Zafferano ha avuto un ruolo di primo piano nell’economia della città. Nel 1228 il Comune, obbligato a pagare i debiti contratti durante l’assedio al Castello della Nera, onorò l’impegno utilizzando non solo denaro contante ma anche zafferano. Circa cinquant’anni dopo, nel 1276, istituì un dazio sull’esportazione come per il vino Vernaccia. La coltivazione e la raccolta dello zafferano richiedono pazienza e cura: la raccolta dei fiori, infatti, deve essere effettuata all’alba quando ancora sono chiusi e gli stigmi devono essere subito essiccati. Lo zafferano di San Gimignano ha ottenuto il riconoscimento della DOP nel 2005.

 

3) Ricette da segnalare:

  • Coniglio alla Vernaccia
  • Risotto con mascarpone, carciofi e zafferano
  • Zuccotto allo zafferano

Vini

Vernaccia: Prodotta esclusivamente nel territorio di San Gimignano. Primo vino italiano a ottenere la DOC (1966), conquista la DOCG (1993), confermandosi simbolo di qualità e tradizione. Vanta oltre 750 anni di storia documentata. Già nel 1276 il Comune tassava la vendita della Vernaccia fuori dal territorio. Dante cita la Vernaccia nella Divina Commedia, nel Canto XXIV del Purgatorio, nella cornice dei golosi. La Vernaccia sorprende anche per la sua longevità, qualità rara tra i bianchi italiani. La denominazione è tutelata dal Consorzio della Vernaccia di San Gimignano, costituito nel 1972.

Punti di interesse

1) Palazzo Comunale: Nella Piazza del Duomo spicca il Palazzo Comunale, costruito alla fine del 1200 su un edificio preesistente, utilizzato sia come dimora del Podestà che per le riunioni del Consiglio Pubblico. Oggi ospita la Pinacoteca e la Sala di Dante, dove nel 1300 il Sommo Poeta sostenne la causa guelfa. Conserva preziosi affreschi, tra cui la Maestà di Lippo Memmi (1317), le scene della camera del Podestà di Memmo di Filippuccio (‘300) e le raffigurazioni di cacce e tornei attribuite ad Azzo di Masetto (‘200).
Info: www.sangimignano.com

 

2) Pinacoteca e Torre Grossa: La Pinacoteca del Palazzo Comunale ospita opere d’arte dal XIII al XVII secolo, tracciando l’evoluzione pittorica tra maestri senesi e fiorentini fino al pieno Rinascimento, inclusa la pala del Pinturicchio (1511). Nel cortile spiccano antichi stemmi, un affresco del Sodoma e l’antica campana del 1328. Da qui si sale sulla Torre Grossa, la più alta di San Gimignano: la vetta regala un panorama mozzafiato dalle Alpi Apuane a nord sino al Monte Amiata a sud.
Info: www.sangimignanomusei.it

 

3) Basilica di Santa Maria Assunta: Di architettura romanica, custodisce la reliquia del Patrono San Gimignano. Le navate sono interamente affrescate di storie su Vecchio e Nuovo Testamento e il Giudizio Universale di Taddeo di Bartolo. Sulla controfacciata il Martirio di San Sebastiano, due statue lignee di Jacopo della Quercia. Contiene la Cappella di Santa Fina, compatrona della Città, con affreschi di Domenico Ghirlandaio raffiguranti San Gregorio che annuncia alla Santa la sua morte e l’altare opera di Benedetto da Maiano.
Info: www.duomosangimignano.it

 

4) Chiesa di San Lorenzo in Ponte: In prossimità dell’ex carcere di San Domenico, oggi oggetto di uno straordinario intervento di riqualificazione, si trova la Chiesa di San Lorenzo in Ponte, in stile romanico e costruita nel 1240. Il nome deriva dal fatto che, originariamente, si trovava vicino al ponte levatoio del Castello del Vescovo. All’interno sono conservati affreschi con le Storie di San Benedetto e un grande affresco con gloria di Cristo, Madonna e 12 apostoli eseguita da Francesco di Ser Cenni attorno al 1413.

Info: www.sangimignanomusei.it

 

5) Polo Museale Santa Chiara: L’ex Conservatorio ospita tre percorsi unici. Il Museo Archeologico e della Via Francigena narra la storia locale con reperti etrusco-romani, come lo straordinario bronzo Hinthial. La Spezieria dello Spedale di Santa Fina ricostruisce un’antica farmacia toscana tra bottega e cucina, conservando aromi e vasi originali. La Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “De Grada” espone infine capolavori di maestri dell’Ottocento e del Novecento, tra cui anche i famosi De Chirico, Carrà, Guttuso.
Info: www.sangimignanomusei.it

 

6) Le torri di San Gimignano: Delle 72 torri di San Gimignano costruite tra il 1100 ed il 1300, oggi ne rimangono 14. Solo i più nobili e ricchi potevano permettersi di costruire una torre a fianco del proprio palazzo per evidenziare la propria potenza. Con le prime carestie, a metà ‘300, lo sviluppo della città si arrestò e venne meno la manutenzione delle torri. Successivamente, si stabilì che le famiglie dovessero conservare o ristrutturare le proprie torri per mantenere il prestigio di San Gimignano.

Info: www.sangimignano.com

 

7) La via Francigena: Le tappe 31-32, con arrivo e partenza da San Gimignano, sono considerate tra le più belle del tratto toscano, con paesaggi mozzafiato e bellezze uniche come il Santuario Mariano di Pancole, il borgo di Collemucioli e la Pieve romanica di Cellole che ispirò l’ambientazione della Suor Angelica del Maestro Puccini. La città ha forte vocazione agrituristica, costantemente tra i primi dieci comuni agrituristici d’Italia per numero di aziende agricole.

Info: www.sangimignano.com

 

8) Mura di San Gimignano: Per ammirare le mura che delimitano il centro storico di San Gimignano è possibile percorrere il perimetro della seconda cinta muraria, risalente al XIII secolo ed estesa per circa 2.176 metri. Il percorso, accessibile da vari punti, offre scorci straordinari sui panorami della Valdelsa e comprende Torrioni medicei (XV-XVI sec.), le principali porte di accesso alla città (Porta San Giovanni, Porta Quercecchio, Porta San Matteo, Porta San Jacopo e Porta delle Fonti.

Info: www.sangimignano.com

 

9) Complesso di San Domenico: Primo caso di attuazione del federalismo demaniale culturale in Italia, il San Domenico, antico convento e poi carcere, oggi di proprietà del Comune e della Regione Toscana, costituisce circa il 10% della superficie del centro storico UNESCO. Il suo recupero, grazie ad un investimento pubblico-privato, trasformerà dal 2027 un luogo di privazione in uno spazio aperto, di memoria e cultura, con un’arena per spettacoli, un parco pubblico ed un camminamento con vedute panoramiche.

 

10) Rocca di Montestaffoli: La Rocca fu realizzata nel 1353 per volere dei Fiorentini, con l’obiettivo di respingere eventuali attacchi che potessero venire da Siena o ribellioni sorte all’interno della città. Dall’unica torretta della Rocca rimasta agibile si gode una vista straordinaria sulle torri del centro della città e un magnifico panorama a 360 gradi della Valdelsa. Nel terzo fine settimana del mese di giugno di ogni anno ospita il Torneo La Giostra dei Bastoni nell’ambito della festa medievale Ferie delle Messi.

Info: www.sangimignano.com

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