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Tappa06

Apecchio -

Carpegna

Sabato 12  Marzo 2022 215km Dislivello 3700mt

Tempo totale: 05:28:57 Ritirati: 8

ordine
d'arrivo
vincitore di tappa

POGAČAR Tadej

UAE TEAM EMIRATES

05:28:57

VINGEGAARD Jonas

JUMBO-VISMA

+ 01:03

LANDA MEANA Mikel

BAHRAIN VICTORIOUS

+ 01:03

classifica
maglie
Azzurra
POGAČAR Tadej
UAE TEAM EMIRATES
Verde
SIMMONS Quinn
TREK - SEGAFREDO
Ciclamino
POGAČAR Tadej
UAE TEAM EMIRATES
Bianca
POGAČAR Tadej
UAE TEAM EMIRATES
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info tecniche

Tappa suddivisa in due parti. La prima ondulata quasi tutta a scendere verso la costa con una leggera risalita fino al primo passaggio sull’arrivo. La seconda costituita dal durissimo circuito finale del Cippo di Carpegna da ripetere due volte. Il circuito da ripetere due volte si compone della salita di 6 km con pendenze fino al 14% e della successiva discesa molto impegnativa fino a ripassare sull’arrivo per un secondo giro.
Ultimi km
Ultimi 3 km metà in discesa veloce e metà in salita. Ultimo km al 3% circa con breve spianata negli ultimi 400m. Arrivo su asfalto largo 7 m.

partenza / arrivo

dettaglio salite

ultimi km

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info turistiche

Città di:

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Apecchio

Panoramica

Le Alte Marche sono uno scrigno di luoghi magici. Esplorando questa terra abbracciata all’Appennino, si scoprono poetiche montagne, boschi incantati, cascate e ruscelli dalle acque cristalline, panorami mozzafiato. Le esperienze che il territorio offre sono all’insegna della natura più autentica. Passeggiando lungo i sentieri o pedalando lungo la Ciclo Appenninica Alte Marche (CAAM), si incontrano scorci unici e antichi borghi dove gustare le bontà locali. Uno di questi è Apecchio, la porta tra Marche e Umbria, che copre un territorio immerso tra distese di boschi, prati e sorgenti, sul Monte Nerone con la sua splendida frazione di Serravalle di Carda. Sentieri e percorsi attraversano il territorio dai panorami suggestivi, per chi ama il contatto con la natura e lo sport all’aria aperta. Luogo di incontro di tutte le civiltà, sono ancora presenti tracce di insediamenti Umbri, Etruschi, Romani e Celtici fino a quelle del dominio dei conti Ubaldini che hanno governato questa terra dal Quattrocento al 1752, lasciando in eredità il maestoso Palazzo Ubaldini, in Piazza San Martino, che rappresenta uno dei punti di riferimento delle Alte Marche per l’arte antica.

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Gastronomia

Qui la terra è generosa e regala materie prime eccellenti che, curate e preparate secondo una tradizione di ricette tramandate e di sperimentazione, restituiscono una rosa di specialità davvero unica. L’enogastronomia delle Alte Marche è frutto di un’eredità antica. Altrettanto preziosa è l’Alogastronomia che si è sviluppata nei tempi più recenti grazie alla passione e alla professionalità di birrifici e ristoratori locali.

Apecchio vanta ben tre specialità De.C.O.: il Salmì del Prete, il Bostrengo di Apecchio e la Coratella d’Agnello di Serravalle di Carda, splendida frazione arroccata sul Monte Nerone.

Il Salmì del Prete è un piatto della tradizione apecchiese a base di cacciagione riproposto oltre quarant’anni fa dalle abili cuoche locali, e, da allora, viene cucinato costantemente nei ristoranti e nelle case di Apecchio.

Il Bostrengo è un dolce tipico di tutte le Marche, ma ad Apecchio ha trovato la sua massima ispirazione. Inizialmente era un dolce dei poveri, veniva chiamato anche “svuotacredenza” poiché, appunto, per farlo si usava un po’ tutto quello che c’era in casa. La ricetta del Bostrengo di Apecchio, rimasta invariata dalle origini, è stata tramandata nei secoli dalle massaie che preparavano il dolce, sia per integrare la povera dieta alimentare della famiglia, sia in occasioni di feste importanti, utilizzando ciò che avevano in casa. Oggi è ormai una prelibatissima eccellenza, protagonista anche nel mondo dello sport. È infatti lo snack del ciclista.

La Coratella di Agnello di Serravalle di Carda è ormai famosa quanto la piccola frazione abbracciata al Monte Nerone. Prodotta davvero a Km 0 attira numerosi appassionati del buon cibo e della natura incontaminata che circonda i vari punti di ristoro di Serravalle. D’estate, infatti, è il punto di partenza ideale per gli appassionati di trekking, di escursioni a cavallo e in mountain bike, una fitta rete sentieristica collega la frazione con il capoluogo. D’inverno, oltre allo sci alpino sulle piste da sci, si possono fare bellissime ed emozionanti passeggiate con le ciaspole.

Ma tutte le Alte Marche sono ricche di eccellenze gastronomiche: tra le tipicità più celebri troviamo piatti a base di tartufo o funghi, la crescia in graticola, le penciarelle, la polenta di mais ottofile, il pane tipico, le amarene, le carni della tradizione, i dolci fatti come una volta.

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Vino e bevande

Le Alte Marche sono per tradizione un territorio ricco di eccellenze eno-alogastronomiche: vini di grande qualità e birre artigianali ormai sono diventati una delle principali attrattive per un turismo di qualità, alla ricerca delle specialità locali.

Apecchio è, ormai per molti, sinonimo di birra artigianale: sede dell’Associazione Nazionale Città della Birra, qui nasce l’Alogastronomia, che attraverso la ristorazione locale abbina sapientemente la cucina tradizionale, il sapore intenso del tartufo e la birra d’eccellenza. Il grande segreto è che nel suo territorio sgorga acqua purissima direttamente dal Monte Nerone e il clima è ideale per la produzione di orzo di qualità.

Queste caratteristiche hanno dato impulso alla fondazione di diversi Birrifici Artigianali di alto livello, in grado di combinare questi elementi e trasformarli in una vera e propria eccellenza. È nato così il progetto Apecchio Città della Birra che ha consacrato il piccolo paese delle Alte Marche come Capitale Nazionale della Birra Artigianale. Quello che rappresenta ormai il fenomeno della birra artigianale a livello universale è testimoniato dal fermento che si respira per le strade di Apecchio: qui, questo mondo è diventato la consuetudine ed è nata una vera e propria cultura della birra che accoglie con passione e competenza i tantissimi turisti del settore o anche i semplici visitatori alla ricerca di un’autentica specialità del luogo. Gli apecchiesi hanno anche coniato un nuovo termine per allargare ancor di più i confini di questo universo: l’Alogastronomia. Ormai da qualche anno, infatti, i ristoratori locali hanno intrapreso un percorso di grande interesse abbinando alla loro birra artigianale piatti particolari come il tartufo, la cacciagione, i funghi o addirittura specialità di dolci come il Bostrengo: un’importante evoluzione per il mondo del gusto, locale e internazionale.

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Punti di interesse

La cultura delle Alte Marche racconta un glorioso passato: una storia millenaria che attraversa i secoli, dai fasti dell’Impero Romano ai giorni nostri, passando per il Medioevo dello Stato Pontificio e il Rinascimento del Ducato di Urbino. I centri storici, i palazzi nobiliari e le fortificazioni ne sono testimoni tanto quanto i musei, i teatri e le biblioteche.

Il valore del tutto, come quello del particolare, è il punto di forza di un’esperienza di viaggio che può arricchire sotto molti punti di vista, e Apecchio ne è assoluto testimone e rappresenta a pieno il cuore accogliente dell’Appennino.

Luogo di incontro di tutte le civiltà, sono ancora presenti tracce di insediamenti Umbri, Etruschi, Romani e Celtici fino a quelle del dominio dei conti Ubaldini che hanno governato questa terra dal Quattrocento al 1752.

Il centro storico di Apecchio è arroccato sul terrazzo fluviale formato dalla confluenza dei fiumi Biscubio e Menatoio. Il Ponte Medievale a schiena d’asino (XIII sec.) dà accesso all’arco della Torre Campanaria
(XIV sec.), suggestivo ingresso al castello dove domina Palazzo Ubaldini (XVI sec.), che ospita nei sotterranei il Museo dei Fossili e dei Minerali del Monte Nerone.

Il maestoso Palazzo Ubaldini sorge in Piazza San Martino ad Apecchio e rappresenta uno dei punti di riferimento delle Alte Marche per l’arte antica.

Lo stabile, quasi certamente abitato già in epoca medievale, nel 1477 fiorì con Ottaviano Ubaldini, fratellastro del Duca Federico da Montefeltro. Dopo la sua morte non si ebbero più notizie del Palazzo fino alla fine del secolo successivo quando Gentile II Ubaldini, conte di Apecchio, decise di ristrutturarlo. Dopo essere stato confiscato dalla Reverenda camera Apostolica e rinominato Palazzo Apostolico nel 1792, nel 1833 l’edificio fu registrato al catasto. Rendendosi improponibile un intervento di restauro, papa Gregorio XVI ne fece concessione al Comune di Apecchio il 10 dicembre 1841 per renderlo sede comunale. Questa destinazione si è pressoché mantenuta fino ai giorni nostri, fino a quando l’amministrazione di Apecchio ha scelto di liberare le nobili stanze, intravedendo un utilizzo più appropriato e consono per i prestigiosi ambienti. Dal 1977, negli spazi sotterranei, sono ospitate le collezioni del Museo dei Fossili di Monte Nerone, recentemente riqualificato, e al suo interno è custodito anche il Teatro G. Perugini, un piccolo gioiello inserito nel censimento dei Teatri Storici delle Marche. Ormai destinato a spazio espositivo di eccellenza, Palazzo Ubaldini è stato recentemente sede di una delle mostre più significative del territorio “Ubaldini. Signori degli Appennini” che celebra la nobile stirpe di cui il Palazzo porta il nome.

Nel centro storico si trovano anche il Santuario del SS Crocifisso, la Chiesa di S. Lucia (XI sec.), la Macina da Guado (XIV sec.), la Chiesa della Madonna della Vita (XVI sec.), il Quartiere ebraico (XVI sec.) con il suo Vicolo degli ebrei e la Chiesa di S. Caterina d’Alessandria (X sec.).

Tutte le Alte Marche sono ricche di luoghi della cultura e punti di interesse: dai fossili del Monte Nerone e del Monte Catria, al percorso sensoriale di conoscenza del tartufo, passando per il museo sulla storia della Turba; i teatri come luoghi di scambio culturale e di vita fondamentali per le comunità locali; strade, ponti, gallerie, manufatti e reperti testimoni del passato e del presente di questi territori; pergamene, manoscritti e libri antichi protagonisti di un patrimonio gelosamente conservato e fruibile a tutti, narrazione emozionante di un passato ancora presente.

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Ciclo Appenninica Alte Marche - CAAM

Un percorso di grande interesse che collega nove comuni snodandosi su un territorio ricco di presenze naturalistiche e culturali. Dieci tratti della Ciclo Appenninica, che si ricongiungono ad anello, da percorrere singolarmente oppure in tappe successive. Le soste in questi splendidi luoghi sono parte integrante della possibilità dei ciclisti di godere dei territori e del loro spettacolare patrimonio naturale, culturale e enogastronomico. Pedalate e sostate, le Alte Marche vi riservano grandi sorprese.

 

Il percorso è segnalato con informazioni circa le caratteristiche tecniche (lunghezza, altimetria, tracciati KML/GPX, dislivello, quote minime e massime, tipo di bicicletta consigliata, difficoltà, durata di percorrenza). La ciclovia è in sicurezza e affiancata da una cartellonistica che indica il tracciato e tutte le necessarie informazioni. In ogni comune si trova un’apposita area destinata a info-point con pannelli illustrativi nei quali sono riportate le varie indicazioni turistiche, ambientali, storico-culturali ed eno-alogastronomiche del luogo, oltre a quelle riferite ad assistenza tecnica, affitto biciclette a pedalata assistita. In linea con i requisiti previsti dal network di prodotto “Bike Marche”, nelle stesse piazzole è presente una stazione di ricarica e-bike, ancoraggio di sicurezza e colonnina per piccole riparazioni.

 

La rete delle ciclovie regionali si arricchisce di uno dei percorsi più interessanti che si collega verso la costa alla Ciclovia Adriatica (Trieste-S. Maria di Leuca), a nord con la Ciclovia del Metauro (Fano-Borgo Pace) e a sud con la ciclovia del Cesano (Cesano-Serra Sant’Abbondio), la Ciclovia del Misa (Senigallia-Arcevia) e, sulla vallata dell’Esino, con la Ciclovia dell’Esino (Falconara M.ma-Esanatoglia).

 

Acqualagna

Una secolare tradizione di ricerca, produzione e commercio del tartufo, ha conclamato Acqualagna luogo di incontro privilegiato per appassionati a livello internazionale. Avvolta da un paesaggio ameno, è la meta ideale dove sostare dopo un’escursione nella vicina Riserva Naturale Gola del Furlo. Nella piazza centrale, dove si trova la casa natale del Fondatore di Eni, Enrico Mattei, è possibile accedere al percorso legato al tartufo: dal Museo, alla visita in azienda fino alla degustazione nei ristoranti del territorio in una full immersion visiva, olfattiva e gustativa.

 

Apecchio

Apecchio, col suo borgo antico, si affaccia tra Marche e Umbria attraversato da una fitta rete di sentieri e corsi d’acqua, un vero paradiso per gli amanti delle escursioni. Il centro storico è arroccato sul terrazzo fluviale formato dalla confluenza dei fiumi Biscubio e Menatoio. Il ponte Medievale a schiena d’asino (XV sec.) dà accesso all’arco della torre del Campanaria, suggestivo ingresso a Palazzo Ubaldini, dove nei sotterranei ha sede il Museo dei Fossili e Minerali del Monte Nerone.

Terra di tartufo e sede dell’Associazione Nazionale Città della Birra, qui nasce l’Alogastronomia, che attraverso la ristorazione locale abbina sapientemente la cucina tradizionale, il sapore intenso del tartufo e la birra d’eccellenza.

 

Arcevia

Arcevia è uno dei centri più importanti dell’entroterra anconetano per la sua storia e per il suo patrimonio. Costruita alle pendici del Monte Cischiano, in posizione panoramica unica, dominante l’intera valle del Misa fino alla costa adriatica ad est e la dorsale appenninica umbro-marchigiana ad ovest, vanta ancora conservati i suoi nove castelli difensivi.

 

Cagli

Da Ponte Manlio, di probabile origine etrusca, all’imponente Torrione Martiniano del 1481, oggi Centro di scultura contemporanea fino all’arco naturale di Fondarca, Cagli abbina le risorse naturalistiche uniche dei monti Petrano, Nerone e Catria a un patrimonio culturale tra i più rilevanti delle Marche. Il contesto naturale, vario e suggestivo, abbinato alla storia dei luoghi diventa un’attrazione che combina benessere fisico e psichico e testimonia ancora oggi la centralità di Cagli nella storia.

 

Cantiano            

Cantiano è sorto in epoca medievale sull’antica via Flaminia che rappresenta uno dei transiti storici delle Marche verso l’Umbria. Si trova all’interno un territorio ricco di storia e di ambienti naturali, al centro di un pianoro alluvionale attraversato dal Fiume Burano e delimitato ad est della catena appenninica marchigiana, dei Monti Petrano, Tenetra, Acuto e Catria.

 

Frontone

Il Comune di Frontone, situato al confine con le Province di Ancona e Perugia, ai piedi del Massiccio del Catria, è un territorio ideale per passeggiate ed escursioni lungo sentieri di diverso grado di difficoltà. Il Castello Della Porta, fortificazione di confine a sorveglianza del territorio che i Romani attraversavano per raggiungere l’Adriatico e rocca del Ducato dei Montefeltro tra ‘400 e ‘500, s’inserisce in uno scenario unico dall’alto del quale si scorge dal Monte Nerone a fino San Marino e l’Adriatico.

 

Piobbico

La storia di Piobbico si identifica con la famiglia Brancaleoni, che ha dominato per secoli sul territorio ed edificato qui il Palazzo Brancaleoni, loro residenza, all’interno del quale è possibile ammirare le sei sezioni museali che rappresentano la storia e la cultura di questo territorio, visita consigliata.

Sul Monte Nerone sono presenti importanti e numerosi siti naturalistici, forre, grotte, cavità naturali, un luogo da godersi anche a piedi attraverso i numerosi sentieri che si snodano lungo i versanti del monte.

 

Sassoferrato 

Sassoferrato, comune dell’alto anconetano, è sorto ai piedi dell’appennino umbro marchigiano nella vallata dove scorre il fiume Sentino, affluente dell’Esino. Il comune occupa un territorio di notevole bellezza paesaggistica e naturalistica. Sono molti i siti culturali di interesse e per le escursioni alcuni luoghi vicini come il complesso del Monte Strega, il Parco del Monte Cucco ed il Parco della Gola della Rossa e di Frasassi.

 

Serra Sant’Abbondio

Serra Sant’Abbondio è sorta sul versante sinistro dell’Alta Valle del Cesano, a ridosso del monte Catria, e reperti archeologici raccontano del passaggio dei Celti, Piceni e poi dei Romani.

Fulcro della comunità è il Monastero camaldolese di Santa Croce di Fonte Avellana, centro d’attrazione e di diffusione della vita monastica, ancora oggi attivissimo centro spirituale e culturale.

Carpegna

Panoramica

Carpegna sorge ai piedi dell’omonimo ammasso montuoso che rappresenta lo spartiacque tra le vallate del Conca, del Foglia e del Marecchia, nel cuore della regione storica del Montefeltro.

Immersa nello splendido scenario naturalistico del Parco Interregionale del Sasso Simone e Simoncello, che prende il nome dai due caratteristici ammassi rocciosi che svettano a ovest dell’abitato, il paese di Carpegna, grazie al suo microclima e alle bellezze storiche e naturalistiche, fin dal primo dopoguerra si è contraddistinta come una delle principali mete turistiche della Provincia di Pesaro-Urbino e negli ultimi anni si sta riaffermando con il turismo sportivo ed ambientale, grazie anche alla purezza e alla salubrità dall’aria certificata con l’assegnazione della prima Bandiera Trasparente d’Italia.

La storia di Carpegna è legata a quella della famiglia nobiliare che ne porta il nome e della quale svetta nel centro del paese il sontuoso Palazzo dei Principi, edificato alla fine del XVII secolo per volere del Cardinal Gaspare e progettato dall’architetto romano Giovanni Antonio De Rossi.

La Contea di Carpegna rimase indipendente fino al 1819, quando Papa Pio VII costrinse il Conte Gaspare a firmare l’atto di sottomissione allo Stato Pontificio.

Carpegna è anche conosciuta come il paese dei quindici borghi, tanti sono i borghi attorno all’abitato principale, ognuno pressoché indipendente dall’altro con tutti i servizi e strutture per la vita comune come un forno, una fontana e una chiesa o una celletta per le funzioni religiose.

Gastronomia

A tavola il nome di Carpegna è indubbiamente legato al Prosciutto che ne prende il nome.

Il Prosciutto di Carpegna è uno dei sette prosciutti DOP presenti in Italia ed uno dei più prelibati al mondo. Le cosce, provenienti esclusivamente da Emilia-Romagna, Marche e Lombardia, vengono fatte stagionare con sale di Cervia nello stabilimento di Carpegna, dove l’aria salmastra del vicino mare Adriatico si unisce alle correnti resinose delle colline del Montefeltro rendendo unico il microclima e il sapore del Prosciutto.

La lavorazione avviene secondo l’antica tradizione contadina, ripercorrendo l’alternarsi delle stagioni: dalla prima asciugatura a freddo seguono fasi successive di stagionatura a temperature più calde.

A questo si aggiunge una stuccatura con un mix segreto di spezie, grasso e sale che, dopo i 14 mesi di stagionatura, donerà al Prosciutto di Carpegna DOP il suo inconfondibile sapore.

Oltre al prosciutto, la gastronomia locale risente delle influenze della vicina Romagna e della Toscana, offrendo percorsi enogastronomici che uniscono le diverse tradizioni culinarie.

A Carpegna inoltre è possibile trovare produttori di carni, con animali allevati in natura negli ampi pascoli del monte Carpegna, o assaggiare il Miele di Carpegna. Caratteristica è anche la presenza, in primavera, del prugnolo o spignolo, una varietà di fungo molto prelibata che può accompagnare primi piatti, frittate o carni.

Punti di Interesse

PALAZZO DEI PRINCIPI

Fortemente volute dal Cardinal Gaspare di Carpegna a metà del XVII secolo, il Palazzo dei Principi di Carpegna svetta maestoso nel centro del Paese. Su incarico dell’architetto romano Giovanni Antonio De Rossi, che si ispirò al modello di ville fortezza tosco-laziali, i lavori per la realizzazione del sontuoso edificio iniziarono nel 1674 e durarono all’incirca vent’anni. Solo nel 1696 infatti la dimora poteva considerarsi conclusa.

Il Palazzo è rimasto praticamente intatto dal Seicento ad oggi, sia esteriormente che negli arredi, e si sviluppa su più livelli collegati da un imponente scalinata oltre a diverse scale di servizio.

Durante la Seconda guerra mondiale invece all’interno del Palazzo dei Principi – unitamente alla Rocca Ubaldinesca di Sassocorvaro – trovarono rifugio migliaia di opere d’arte provenienti dai più importanti musei italiani, grazie ad una mirabile operazione di Salvataggio effettuata dal Soprintendente Pasquale Rotondi, per preservarle dalle razzie delle truppe tedesche in ritirata.

PIEVE DI SAN GIOVANNI BATTISTA

Situata appena fuori dall’abitato e presso uno dei borghi di Carpegna, la Pieve di San Giovanni Battista fu edificata nel 1182 sui resti di una precedente costruzione anteriore all’anno Mille, della quale non rimane niente in sito ma la cui presenza è documentata da alcuni scritti e pietre lavorate. Dell’età romanica sono giunte ai giorni nostri le tre absidi semicircolari, mentre la navata unica è frutto di un restauro trecentesco.

All’interno è presente, ancora intatto, il suo altare originario a forma di ara e un battistero del 1575. Sulla parete sinistra della chiesa si può ammirare ciò che resta di un ciclo d’affreschi trecenteschi dedicati anche a San Giovanni Battista.

LA CITTA’ DEL SOLE

Sull’altopiano del Sasso Simone, intorno al XI secolo, fu eretta un’abbazia benedettina, ma le avverse condizioni climatiche di fine ‘300 costrinsero i monaci e gli abitanti del luogo ad abbandonare la zona. La posizione geografica e la sua conformazione rendevano però il Sasso Simone un perfetto luogo strategico, tant’è che nel 1566 Cosimo I de’ Medici decise di edificare sul Sasso Simone una città-fortezza per sorvegliare e controllare i territori dell’Alto Montefeltro. Quella che fu chiamata la Città del Sole venne edificata secondo regole urbanistiche rinascimentali e ospitò fino a 300 abitanti. Un nuovo mutamento climatico e una piccola età glaciale costrinsero gli abitanti a lasciare gradualmente la zona, che fu presidiata fino al 1673 per poi essere a poco a poco disarmata e abbandonata.

Ad oggi si possono ancora rintracciare importanti tracce dell’insediamento come i resti dei muri diroccati e le cisterne sotterranee.

PARCO INTERREGIONALE SASSO SIMONE E SIMONCELLO

Carpegna costituisce il cuore del Parco Interregionale del Sasso Simone e Simoncello. Il fulcro dell’area protetta è rappresentato dai due ammassi rocciosi del Sasso Simone e Simoncello, che per via della loro particolare forma caratterizzano da sempre Carpegna e l’intera vallata.

Verso il Sasso Simone e il più impervio Simoncello, che svettano fino a 1204 e 1221 m s.l.m., partono numerosi sentieri escursionistici, di diversa lunghezza e difficoltà, da percorrere a piedi, in mountain bike o a cavallo, immersi nella natura.

ANTICA STAMPERIA CARPEGNA

Di antica tradizione nel Montefeltro e nella Romagna, la stampa su tela con colori naturali viene eseguita da sei generazioni presso l’Antica Stamperia Carpegna.

I colori vengono ottenuti con un procedimento completamente naturale miscelando farina, aceto di vino e ferri arrugginiti, per ottenere il classico colore “ruggine”.

La matrice in legno di pero o noce viene intagliata a mano e, una volta intinta nel colore, viene posizionata sul tessuto e percossa con un pesante mazzuolo.

Dopo giorni di asciugatura al sole il tipico colore viene fissato con il “Ranno”, un antico lavaggio a base di acqua bollente e cenere – antica tecnica per il lavaggio della biancheria – che lo rendono resistente al tempo e a tutti i tipi di lavaggio.

Artigianato non è solo tradizione, ma anche adattarsi ai tempi, e così è per l’Antica Stamperia Carpegna, che pur mantenendo la tecnica antica di stampa, oggi realizza ogni tipologia di prodotti tessili e scarpe in canapa.

Eventi

  • 29 maggio – GRANFONDO MTB “IL CARPEGNA MI BASTA!” www.ilcarpegnamibasta.it
  • 19 giugno – CICLOTURISTICA MTB “ADRIATICOAST”
  • 9 luglio – BICI & BRACE – ESCURSIONE IN MOUNTAIN BIKE CON GRIGLIATA
  • 5-6-7 agosto – FESTA DEL PROSCIUTTO DI CARPEGNA DOP www.festadelprosciutto.com
  • 12 agosto 2022 – CENA SOTTO LE STELLE – Trekking al Sasso Simone con cena e illustrazione della volta celeste
  • 14 agosto – VESPA DAY
  • 9 ottobre – VIVI CARPEGNA, ESCURSIONE CICLO-GASTRONOMICA IN MOUNTAIN BIKE www.carpegnaexperience.it
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