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Van der Poel, Pogačar e van Aert: Iliade anni ’90

14/03/2021

Una delle pagine più famose nella storia della letteratura ciclistica è quella in cui Dino Buzzati, inviato al Giro d’Italia del 1949, paragonò il giovane Coppi ad Achille e il vecchio Bartali ad Ettore.

Se si volesse riproporre il paragone epico ai corridori di questa Tirreno-Adriatico, verrebbe da dire che se Achille e Ettore fossero stati i van der Poel e Pogačar (e mettiamoci pure dentro anche van Aert; come Ulisse, diciamo) visti oggi pomeriggio sui muri di Castelfidardo, gli eroi dell’Iliade sarebbero ancora lì a rincorrersi sotto le mura di Troia.

Perché se in Coppi/Achille e Bartali/Ettore si possono facilmente individuare un vecchio e un giovane, uno sconfitto e un vincitore, oggi è invece molto più difficile trovare qualcuno che abbia perso.

Verrebbe da dire van Aert, certo, perché è arrivato terzo dietro gli altri due lasciando 39” in classifica generale a Pogačar. Ma il campione belga ha pur sempre gli abbuoni di domani da giocarsi in volata e poi la cronometro finale in suo favore. 

E poi, soprattutto, si può considerare che abbia perso uno che corre in quel modo?

Senza mollare mai, a rincorrere spesso da solo su ogni possibile terreno, sempre nei primi 10 in tutte le 5 tappe finora disputate.

Ma cominciamo dall’inizio.

Oggi era la tappa dei muri, 205 km da Castellalto in Abruzzo fino a Castelfidardo nelle Marche.

I primi 100 km piatti come una tavola, gli ultimi 105 aguzzi come la pinna e i denti di un pescecane.

Prima ora velocissima, che vuol dire 55 km/h di media con i primi trenta minuti corsi ad oltre 57.

Dopo quest’ora di corsa matta e disperatissima riescono ad evadere in 5: Stannard, Rickaert, Bilbao, Ballerini e Ganna, che hanno 3’38” di vantaggio quando entrano nel circuito di Castelfidardo, 23 km da ripetere 4 volte.

Appena dentro la zona dei muri si scatena Mathieu van der Poel, che in questo senso è davvero simile ad Achille.

Quando decide qualcosa ha la forza di piegare le sorti del mondo fino ad indirizzarle verso il suo scopo, e tutti gli altri possono solo adeguarsi alle regole del gioco che lui ha dettato.

Insomma, van der Poel già ai 70 km dall’arrivo pianta su un putiferio tale che il gruppo si frantuma, Alaphilippe si stacca lontanissimo dal traguardo e si forma un gruppetto di fenomeni: van der Poel, van Aert, Pogačar, Higuita e Bernal.

Sembra di essere tornati alla Strade Bianche di sabato scorso, e mancano più di 60 km alla fine. I fuggitivi ormai sono lì, hanno solo 15-16 secondi di vantaggio.

Ma a differenza della settimana scorsa il gruppetto rimasto all’inseguimento non molla, anzi incalza e raggiunge i fenomeni.

Nel frattempo, per aumentare l’epicità del tutto, inizia a diluviare e a tirare vento.

 

Appena il gruppo si ricompatta van der Poel scatta di nuovo e se ne va, stavolta da solo, quando mancano 51 km al traguardo.

A vederlo sembra sia partito per una gara di ciclocross, in cui si deve dare tutto per un’ora di sforzo, ma qui la corsa durerà alla fine quasi 5 volte tanto.

Riprende i fuggitivi e li stacca, al successivo passaggio sul traguardo ha 26” su tutti gli altri, che diventano oltre 3′ al penultimo.

Lungo l’ascesa verso il Gpm dal gruppo dei migliori esce Pogačar che in poco tempo si riporta su Felline, Soler e De Marchi che si erano avvantaggiati nel frattempo.

Van Aert, rabbioso, cerca di resistere.

All’ultimo Gpm, quando mancano 18 km al traguardo, Pogačar, Felline e Soler hanno 2’45” da van der Poel, che inizia a faticare.

Ai meno 10 km il distacco tra l’olandese e lo sloveno, che ora insegue da solo, scende a 2′.

Crolla a 1’10” quando di km ne mancano 5.

Intanto anche van Aert ha raggiunto e superato Felline e Soler, e insegue a 1’47”.

All’ultimo chilometro Pogačar ha solo 12” da van der Poel, che dopo oltre un’ora di fuga solitaria sotto l’acqua non ce la fa più, ma riesce a resistere quel tanto che basta per portare a casa una vittoria memorabile, frutto di un’azione fantastica.

Pogačar 2° a 10”, van Aert 3° a 49”.

Lo sloveno ora ha 1’15” di vantaggio in classifica generale sul belga e 3′ da Landa.

Ma per quella se ne riparlerà domani, quando inizierà un’altra battaglia.

Oggi, a Castelfidardo – questi eroi omerici nati dopo gli anni ’90 – hanno vinto tutti.

 

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