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Una bella novità: a San Gimignano è gran finale sullo sterrato

06/02/2026

Se la prima tappa di Lido di Camaiore rispetta pienamente la tradizione, la Tappa 2 della Tirreno Adriatico 2026, la Camaiore – San Gimignano di 206 km, metterà sul piatto una novità che ai tifosi piacerà sicuramente: lo sterrato. Le memorie dalla Strade Bianche saranno ancora fresche, per cui a San Gimignano ci attenderà grande spettacolo.

Ma andiamo con ordine, perché si partirà da Camaiore, località che ha ospitato svariate partenze di Tirreno Adriatico e Giro d’Italia e che per 65 anni è stata teatro di una grande classica italiana (1949-2014), il GP di Camaiore. È uno dei comuni più estesi della Versilia e si distingue per una conformazione territoriale che va dal mare alle colline fino alle prime pendici delle Alpi Apuane. Il suo centro storico, di origine medievale, si sviluppa lungo l’antica via Francigena, che per secoli ne ha determinato il ruolo di luogo di passaggio e di scambio. Conserva un impianto urbano compatto, con piazze e chiese che raccontano una storia legata alla vita agricola, artigiana e religiosa della valle.

La tappa si muoverà poi verso Pisa e il Livornese, per abbandonare la costa nei pressi di Cecina e proseguire nell’entroterra verso Pomarance, con la salita di Castelnuovo val di Cecina (9,7 km al 3,3%) e una sequenza di saliscendi che portano al tratto di sterrato alle porte di San Gimignano. Saranno 5,3 km di fuoristrada, perlopiù in salita e con tratti anche in doppia cifra, che finiranno proprio a ridosso del traguardo, dove ci sarà una nuova impennata verso l’affascinante centro di San Gimignano (1300 metri al 7%).

San Gimignano è uno dei centri storici più riconoscibili della Toscana, celebre per il profilo inconfondibile delle sue torri medievali, che ancora oggi dominano la Val d’Elsa. Sorta e cresciuta lungo un ramo della via Francigena, la città conobbe il suo periodo di massimo splendore tra XII e XIII secolo, quando famiglie nobiliari e mercantili gareggiavano nell’innalzare torri come simbolo di prestigio e potere. Nonostante il successivo declino economico, ha conservato quasi intatto l’impianto urbano medievale, fatto di piazze, palazzi e chiese, diventando un riferimento internazionale per lo studio e la tutela dei centri storici, oltre che una delle mete più visitate della regione.

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