Quando si arriva nelle Marche, le gambe dei corridori cominciano a soffrire. La tappa dei muri marchigiani è ormai diventata un ‘must’ sia della Tirreno Adriatico che del Giro d’Italia, e nel 2026 la Corsa dei Due Mari ne propone non solo una, ma ben due, che saranno anche quelle decisive ai fini della classifica generale. La prima arriva nella Tappa 5, da Marotta – Mondolfo a Mombaroccio per 184 km.
Il percorso della Tappa 5
La tappa non presenta un metro di pianura, per un totale di 3900 metri di dislivello e pochissimo tempo per prendere fiato. In successione si scalano le salite attorno al Fiume Metauro tra cui Villa del Monte (1,7 km all’8,9%) e Monterolo (3,4 km all’8,6%), non catalogate come GPM, per arrivare a superare il Monte delle Cesane (7,2 km al 7% con punte al 15% nella prima parte). Si transita quindi da Saltara (1,9 km al 4,7%), da Cartoceto (2,4 km al 6,5%) e dal Monte della Mattera (6,5 km al 5%) prima di arrivare a Mombaroccio, dove comincerà un circuito di 21,6 km da ripetere due volte.
L’anello presenta diversi up and down, tra I quali quelli di Villagrande (570 metri all’11,2 %) e Cuccurano (1,6 km al 5%), ma il punto clou è la salita del Santuario del Beato Sante (4,2 km al 6,2%, con gli ultimi 1200 metri al 9%), che verrà superato la seconda volta a 1500 metri dall’arrivo. Anche gli ultimi 300 metri verso il traguardo, però, torneranno ad impennarsi, per un finale tutto da vivere in una tappa che, per forza di cose, farà grande selezione.