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Prati di Tivo: tutte le stelle di Schmidt

13/03/2021

A 6 km in linea d’aria da Prati di Tivo, chiuso dentro l’Osservatorio astronomico di Campo Imperatore, se ne sta dagli anni ’60 il telescopio Schmidt.

Da settant’anni ha il compito di scrutare il cielo cercando comete, asteroidi, nove e supernove.

Caso vuole che Schmidt sia anche il nome dell’ultimo fuggitivo ad arrendersi oggi, quello che più di tutti gli altri si è potuto godere – seppur, probabilmente, con una certa sofferenza – la tempesta di stelle esplosa nell’ultima salita della quarta tappa della Tirreno-Adriatico.

Mads Würtz Schmidt, questo il nome completo, era partito al km 0 assieme a Bais. Dopo poco gli si erano affiancati Thomas e Vinjebo, a cui infine si è aggiunto Canola.

Il gruppetto era arrivato a un vantaggio massimo di 9’08” dopo 43 km, poi pian piano il bagliore delle stelle ha iniziato ad avvicinarsi.

Il primo a restarne accecato è stato Vinjebo, che si è staccato lungo la salita verso il Gpm di Passo Capannelle, seguito a breve distanza da Canola.

 

Quando è iniziata l’ultima ascesa verso i 1450 metri di Prati di Tivo hanno mollato anche Thomas e Bais, e Schmidt è potuto finalmente restarsene solo ad osservare le supernove che stavano iniziando a scoppiare dietro di lui.

Alle sue spalle la prima stella a cadere è stata van der Poel. Il campione olandese ha lasciato ad altri il compito di brillare oggi pomeriggio, forse conservandosi per la tappa di domani.

A quel punto in testa al gruppo ha iniziato a luccicare la qualità della Ineos che, prima con Ganna poi con Castroviejo, ha imposto fin dai primi chilometri di salita un ritmo siderale, per poi provare un attacco con l’astro nascente Bernal. 

Appena il giovane colombiano viene ripreso parte l’altro punto fisso della squadra, Geraint Thomas, che guadagna una quindicina di secondi sul gruppo con tutti i migliori.

A 6 km dal traguardo Schmidt è sempre lì davanti, solitario, con ancora 40” di vantaggio ad ascoltare il rumore di fondo, a registrare la temperatura dei lampi che sente avvicinarsi.

Non sono fra questi Nibali e Alaphilippe, che si lasciano sfilare.

Scatta invece Quintana, poi Landa seguito da Fuglsang, ma la scia che lascia più luce quando parte è quella di Pogačar.

 

Lo sloveno se ne va da solo e raggiunge Thomas e assieme vanno a prendere l’ormai stremato Schmidt quando mancano 5 km dall’arrivo.

Pogačar insiste e stacca anche Thomas, dietro di loro van Aert resiste con la commovente tenacia del sole d’inverno.

Ai meno 3 km Thomas viene ripreso e scatta Yates.

L’inglese si avvicina fino a 7, 6, 5 secondi da Pogačar, che però oggi è per tutti una stella troppo lontana per essere raggiunta.

Yates taglia il traguardo 6” dietro di lui, 3° e 4° Higuita e Landa a 29”, poi Quintana, Almeida, Fabbro e Carr, seguiti da van Aert e Fuglsang a 45”.

Pogačar conquista in un colpo solo tappa e maglia, e in classifica generale ora ha un vantaggio di 35” su van Aert e Higuita.

Questo dunque è tutto il bagliore a cui ha dovuto assistere Schmidt, l’ultimo dei fuggitivi, prima di arrendersi alla tempesta di stelle caduta oggi sulla Tirreno-Adriatico.

Comunque sia andata grazie, Mad Würtz. 

Il tuo omonimo, dall’altra parte del Gran Sasso, oggi sarebbe fiero di te.

 

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