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MVP vieni a mangiare i vincisgrassi

14/03/2021

Tirreno-Adriatico EOLO 2021 | Tappa 5 - Reporter per un giorno

La Tirreno-Adriatico vista da una prospettiva speciale: quella degli studenti selezionati attraverso il progetto “Reporter per un giorno”, che hanno vestito i panni di aspiranti cronisti e fotografi per raccontare – dal loro punto di vista –  come le loro città abbiano vissuto il passaggio della corsa. Il progetto – promosso da RCS Sport con il supporto de “La Gazzetta dello Sport” – si rivolge alle scuole secondarie di secondo grado delle province toccate dal Giro d’Italia e dalle Classiche.

La 5a tappa della Tirreno-Adriatico 2021, Castellalto-Castelfidardo, si è aperta questa mattina alle 11:00 con i primi 100 km prevalentemente pianeggianti, percorsi ad alta velocità, e con gli ultimi 50 km più impegna-tivi. Appare fin da subito una tappa disegnata per i corridori da classiche e ancora una volta serve rivolgersi ai favoriti Mathieu Van der Poel, Wout Van Aert e Julian Alaphilippe.

La nostra regione, protagonista della corsa, ha offerto uno scenario di incantevole bellezza alla 56a edizio-ne della “corsa dei due mari”, storica nel panorama del ciclismo italiano, che annovera nel suo albo d’oro nomi come quelli di Vincenzo Nibali, Michele Scarponi, Alberto Contador, Nairo Quintana, Cadel Evans e Michal Kwiatkowski.

Come affermato da Carlo Bo, che tratteggia così la meraviglia di questi luoghi, “le Marche vivono per aria, sospese dentro un’idea di poesia, quanto mai libera […] Ma non basta, questa linea magica dall’orizzonte interno è sostenuta dalla bellezza della campagna, dalla dolcezza delle colline, da tutta la musica che la nostra memoria riesce a strappare dal gioco delle luci, dalle lente trasformazioni dei colori, dagli interventi delle stagioni.”

Gli atleti, pedalando immersi nell’anima di questi luoghi, hanno percorso proprio quella “linea magica dell’orizzonte interno” ed hanno lasciato gli spettatori con il fiato sospeso fino all’ultimo secondo.                                                                                                                              Con la discesa che ha seguito la partenza da Castellalto, hanno poi percorso prevalentemente rettilinei e strade molto ampie, la consueta cavalcata della costa Adriatica, volteggiando agili tra cornici agresti e i dolci sali-scendi, con un finale che ha richiesto maggior concentrazione per centellinare le forze rimaste, fino all’arrivo a Castelfidardo.

Il passaggio dei ciclisti ci racconta oggi la storia e il paesaggio di questo comune marchigiano della provincia di Ancona, che ospita il traguardo. Incastonato tra le dolci colline di un territorio tutto da scoprire è sospeso tra la valle del Musone e il mare azzurro della Riviera del Conero; nato come un avamposto militare dell’antica città romana di Osimo, fu protagonista del Risorgimento italiano con l’omonima battaglia che divenne simbolo dell’unità nazionale. La scia colorata di sellini e ruote, con determinazione e fatica, sfreccia infatti nel mezzo della bellezza naturale della Selva di Castelfidardo, sul Monte d’Oro, un’area floristica protetta e centro di educazione Ambientale. Ecco, poi, che la gara prosegue, sul tracciato delle costruzioni del centro storico: il Palazzo Comunale, la Collegiata di Santo Stefano, la Chiesa di Sant’Agostino e Palazzo Mordini. Giro dopo giro, la stanchezza dei partecipanti si evince dai volti accigliati, bagnati di pioggia e su-dore. A peggiorare le condizioni atmosferiche, alla pioggia si aggiunge un fastidioso vento, che affatica i concorrenti specialmente nel rettilineo.

“MVP vieni a mangiare i vincisgrassi” è uno degli striscioni apparsi durante la gara, a testimonianza del calore con cui gli atleti vengono accolti nel territorio e della passione che da sempre lega gli italiani al ciclismo, lo sport del popolo, che unisce l’Italia in tutte le sue differenti bellezze.

Ecco che, nonostante la pandemia, l’atmosfera è festosa: molte persone sono in strada a manifestare una partecipazione affettuosa alla gara, con i k-way colorati, gli ombrelli tra le mani e l’orgoglio negli occhi, in attesa sacrale di celebrare il vincitore. Dopo ore di pedalate, è l’olandese Van del Poel a tagliare il traguardo. Stravolto di felicità e di stanchezza, si sdraia a terra, a concedersi il meritato riposo, una boccata d’aria dopo tanto correre. Che sia questo gesto, anche per noi, la metafora di una primavera di rinascita, dopo un anno di privazioni: il sapore rosa della felicità.

Francesca Possanzini – Liceo Artistico Mannucci di Ancona

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