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La più attesa delle sorprese

10/03/2021

Forse, se sabato mattina (o venerdì sera) gli avessero chiesto a quale a tappa puntasse nella Tirreno-Adriatico, Wout van Aert non avrebbe risposto questa, la prima.

Ma sabato mattina (o venerdì sera) doveva ancora rimanere staccato da Bernal, Alaphilippe e van der Poel nello sterrato delle Tolfe. Doveva ancora – soprattutto – vedere il rivale di sempre trionfare nella piazza che l’anno scorso era stata sua.

Che oggi si sarebbe arrivati in volata invece lo sapevano tutti, anche i 6 corridori che sono partiti in fuga al metro 0 del chilometro 0.

Quando Bais, Albanese, Rivi, Velasco, Bakelants e Niv partono il gruppo lascia fare, e il loro vantaggio in un amen arriva attorno ai 3 minuti.

Sui primi due Gpm di Monte Pitoro Albanese e Bakelants scollinano 1° e 2°, 2° e 1°, arrivando così a giocarsi la prima Maglia Verde di miglior scalatore nella terza e ultima salita del circuito, a pari punti.

Parte Bakelants, Albanese risponde e si porta a casa primo posto e maglia.

 

Da lì in poi 90 km pianura fino all’arrivo, con in mezzo il Traguardo Volante di Pietrasanta, che assegna punti per la Maglia Ciclamino e secondi di abbuono per la classifica generale.

Se l’aggiudica Velasco, che subito dopo si rialza e viene assorbito dal gruppo, come in precedenza aveva fatto Bakelants.

Davanti restano in 4 ma il gruppo è lì, ormai a un minuto, e ai meno 25 km dal traguardo anche Albanese e Niv dicono che per loro, oggi, può bastare così.

Insistono invece Bais e Rivi, che si arrendono solo quando proprio non è più umanamente possibile combattere contro la superiorità numerica delle squadre dei velocisti, cioè quando mancano meno di 10 km dall’arrivo di Camaiore.

Da lì in avanti treni e trenini, quelli degli sprinter affianco a quelli degli uomini di classifica che non vogliono correre rischi.

 

Attorno ai meno 5 km si vedono arrivare sulla sinistra i vagoncini gialli e neri della Jumbo-Visma, ed è in quel momento che viene un dubbio.

Il dubbio che i favoriti non siano più i cosiddetti velocisti puri, Ewan e Gaviria, Viviani e Merlier, e nemmeno Ballerini e Sagan.

La conferma arriva quando van Aert si appiccica alla ruota di Gaviria negli ultimi 500 metri e – soprattutto – quando ai 250 lo salta di netto e poi resiste di potenza e classe al rientro di Ewan.

Il belga si aggiudica in un colpo solo tappa, Maglia Ciclamino della classifica a punti e Maglia Azzurra di leader nella generale.

Se qualcuno sabato mattina gli avesse chiesto a quale tappa puntasse forse avrebbe risposto quella di domani, adattissima alle sue caratteristiche, o magari anche la terza, come pure la quinta e la sesta.

Di vincere la tappa di oggi, disegnata e programmata per velocisti puri, deve invece averlo pensato – anzi deciso – solo sabato sera, in hotel, dopo aver assistito al trionfo di van der Poel in una piazza che l’anno scorso era stata sua.

Sarebbe bello chiedergli, adesso, se questa bella Maglia Azzurra abbia intenzione di tenerla fino a San Benedetto del Tronto.

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