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Da San Severino a Camerino, si decide tutto sulle strade di Giulio Pellizzari

23/02/2026

Purtroppo per i corridori, i muri marchigiani alla Tirreno Adriatico 2026 non si limiteranno alla Tappa 5, ma arriveranno anche, ancor più duri e decisivi, nella Tappa 6 che li porterà da San Severino Marche a Camerino per 189 km. I metri di dislivello saranno nuovamente 3900, ma stavolta sarà l’ultimo appello, quindi chi vorrà vincere il Tridente dovrà per forza muoversi qui.

San Severino Marche è stata spesso città di transito alla Tirreno Adriatico, ma mai aveva ospitato una partenza di tappa. Sorge nella valle del fiume Potenza, in una posizione che nei secoli ne ha favorito il ruolo di nodo tra l’Appennino e la fascia collinare marchigiana. L’abitato attuale affonda le proprie radici nell’antica città romana di Septempeda, i cui resti si trovano poco distante dal centro storico medievale, sviluppatosi successivamente in posizione più elevata. Il cuore della città è Piazza del Popolo, dalla caratteristica forma ellittica, esempio significativo di spazio urbano rinascimentale e fulcro della vita civile.

Dopo poco più di 50 km di tappa comincerà la salita di Sassotetto, il Valico di Santa Maria Maddalena (13,1 km al 7,3%), che potrebbe già fare una prima scrematura in gruppo. Si raggiunge quindi Camerino salendo dal versante Est (1,4 km al 10,9%) della città per entrare nel circuito finale di 28.6 km da percorrere due volte. L’anello è molto duro, perché caratterizzato dalla salita del Muro della Madonna delle Carceri che porta al traguardo di Camerino, lungo 3 km, con pendenza media all’8,8% e punte al 18%. Al termine della terza scalata è posto lo striscione finale ed è lecito attendersi un vero e proprio arrivo “alla spicciolata”.

Per Camerino si tratterà del secondo arrivo assoluto di una tappa della Tirreno Adriatico, visto che già nel 2009 allestì un traguardo che vide arrivare a braccia alzate l’idolo di casa Michele Scarponi, poi vincitore della classifica generale. Nel 1980, invece, la cittadina marchigiana fu teatro di una tappa del Giro Next Gen, vinta dalla futura superstar Moreno Argentin.

La città è un centro dell’Appennino marchigiano ed è situata su un rilievo che domina l’alta valle del Chienti, di cui ne ha storicamente determinato il ruolo strategico. Le sue origini sono antiche, ma Camerino conobbe una particolare importanza nel Medioevo come sede ducale sotto i Da Varano, periodo in cui la città si affermò come centro politico e culturale di rilievo. L’impianto urbano conserva tracce evidenti di questa storia, tra palazzi, chiese e spazi civili. Camerino è inoltre legata a una lunga tradizione universitaria: l’Università, fondata nel XIV secolo, rappresenta ancora oggi un elemento centrale dell’identità cittadina.

Curiosità: questa sarà la tappa del cuore di Giulio Pellizzari, nato a San Severino Marche e cresciuto a Camerino. Sicuramente proverà a lasciare il segno.

 

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