Quando si arriva nelle Marche, le gambe dei corridori cominciano a soffrire. La tappa dei muri marchigiani è ormai diventata un ‘must’ sia della Tirreno Adriatico che del Giro d’Italia, e nel 2026 la Corsa dei Due Mari ne proporrà non solo una, ma ben due, che saranno anche quelle decisive ai fini della classifica generale. La prima arriva nella Tappa 5, da Marotta – Mondolfo a Mombaroccio per 186 km.
Marotta è una località costiera dell’Adriatico settentrionale, divisa amministrativamente tra le Marche e l’Umbria fino all’Unità d’Italia e oggi frazione del comune di Mondolfo. Il suo sviluppo è legato soprattutto al Novecento, quando il borgo marinaro ha assunto una crescente vocazione turistica e residenziale, grazie a un litorale sabbioso e a un tessuto urbano pianeggiante. Alle spalle della costa, Mondolfo conserva invece un centro storico di impianto medievale, arroccato su un colle e caratterizzato da mura, porte e da una struttura difensiva che ne racconta il ruolo strategico nel controllo del territorio. Marotta ha ospitato una tappa del Giro nel 1995, vinta da Mario Cipollini, mentre da Mondolfo si è ripartiti il giorno dopo.
La tappa non presenta un metro di pianura, per un totale di 3900 metri di dislivello e pochissimo tempo per prendere fiato. In successione si scalano le salite attorno al Fiume Metauro tra cui Villa del Monte (1,7 km all’8,9%) e Monterolo (3,4 km all’8,6%), non catalogate come GPM, per arrivare a superare il Monte delle Cesane (7,2 km al 7% con punte al 15% nella prima parte). Si transita quindi da Saltara (1,9 km al 4,7%), da Cartoceto (2,4 km al 6,5%) e dal Monte della Mattera (6,5 km al 5%) prima di arrivare a Mombaroccio, dove comincerà un circuito di 21,6 km da ripetere due volte.
L’anello presenta diversi up and down, tra I quali quelli di Villagrande (570 metri all’11,2 %) e Cuccurano (1,6 km al 5%), ma il punto clou è la salita del Santuario del Beato Sante (4,2 km al 6,2%, con gli ultimi 1200 metri al 9%), che verrà superato la seconda volta a 1500 metri dall’arrivo. Anche gli ultimi 300 metri verso il traguardo, però, torneranno ad impennarsi, per un finale tutto da vivere in una tappa che, per forza di cose, farà grande selezione.
Mombaroccio, che non ha mai ospitato un evento del grande ciclismo, è un piccolo centro collinare delle Marche settentrionali, situato tra le valli del Metauro e del Foglia, in una posizione che domina il paesaggio agricolo circostante. Le sue origini risalgono al Medioevo, quando il borgo si sviluppò come insediamento fortificato, inserito nel sistema difensivo dell’entroterra marchigiano. L’impianto urbano conserva ancora oggi una struttura compatta, con tratti di mura e porte che testimoniano la funzione strategica del paese nei secoli passati. Nel tempo Mombaroccio ha mantenuto una dimensione raccolta e una forte identità rurale, legata alla vita agricola e al rapporto con il territorio.