Non c’è nemmeno bisogno di dirlo: la Tirreno Adriatico 2026 si chiuderà a San Benedetto del Tronto. Stavolta la frazione finale scatterà da Civitanova Marche, ma il podio e le premiazioni finali saranno allestiti ancora una volta nella città che da sempre è palcoscenico dell’ultimo atto. Tolta la prima edizione del 1966, che si chiuse a Pescara, poi è sempre stata San Benedetto del Tronto a mettere la parola ‘fine’ alla Corsa dei Due Mari. Si tratta quindi della sua 60ª chiusura, e addirittura la 72ª volta che ospita una tappa.
La frazione conclusiva misura 143 km e partirà dalla costa adriatica per spostarsi verso l’interno. Andranno affrontate le salite di Montefiore d’Aso (10,9 km al 3,4%) e di Ripatransone (8,4 km al 4,6%) in rapida successione, ma dopo la lunga discesa su Grottammare non ci saranno più difficoltà altimetriche. Si entrerà quindi nell’ormai noto circuito di San Benedetto del Tronto, lungo 15 km e da ripetere 5 volte, con gli sprinter che saranno verosimilmente chiamati a giocarsi l’ultimo traguardo della corsa.
Civitanova Marche si è sviluppata nel tempo lungo un duplice asse: l’antico nucleo collinare di Civitanova Alta e l’abitato marinaro di Civitanova Porto, cresciuto soprattutto tra XIX e XX secolo. Questa distinzione riflette la storia del territorio, legata inizialmente all’agricoltura e al controllo dell’entroterra, e successivamente alla pesca, alle attività portuali e allo sviluppo industriale. Il porto ha avuto un ruolo centrale nella crescita economica e urbana, trasformando Civitanova in uno dei principali centri della costa marchigiana. Alla Tirreno Adriatico è stata sede di tappa per 25 volte (e 4 volte al Giro d’Italia), con l’ultima partenza che risale al 2010.
San Benedetto del Tronto deve invece la propria identità storica al mare e alla pesca. Oltre ad essere il classico arrivo finale della Tirreno Adriatico, ha ospitato anche 6 tappe del Giro d’Italia, l’ultima delle quali risale però al 1964. L’abitato si è sviluppato a partire da un nucleo più antico, posto in posizione leggermente elevata, per poi espandersi soprattutto tra XIX e XX secolo lungo la costa, seguendo la crescita del porto e delle attività marittime. San Benedetto è tradizionalmente considerata una delle capitali della pesca dell’Adriatico, ruolo che ne ha segnato profondamente la struttura urbana e la vita economica. Accanto a questa vocazione produttiva, nel tempo si è affermata anche una dimensione turistica, legata al lungomare, agli stabilimenti balneari e a un impianto urbano moderno e regolare.